Depeche Mode live al Pala Alpitour di Torino con il Global Spirit Tour

Sono le 21.00 in punto, quando i Depeche Mode salgono sul palco del Pala Alpitour di Torino per la prima delle due date sabaude del loro Global Spirit Tour:

Dave Gahan appare, nella penombra, intonando Going Backwards, sullo sfondo di un gigantesco schermo colorato posto al di sotto di una passerella sopraelevata sulla quale il frontman della band londinese, di tanto in tanto, salirà. Il pubblico accoglie i Depeche Mode con un boato di quelli che si tributano solo alle grandi star, alle quali basta apparire per essere acclamate. Il secondo pezzo in scaletta, It’s No Good, uno dei brani più popolari della band, riscalda immediatamente gli animi e i corpi degli spettatori, dando il via a uno spettacolo di due ore che mescola, sapientemente, presente e passato. Seguono, in successione, Barrel of a Gun, A Pain That I’m Used To, Useless, Precious, World in My Eyes e Cover Me.

Dave Gahan, elegantissimo, si muove felino sul palco: ruota spesso su stesso, come un derviscio, accenna passi di danza, ancheggia senza mai sbagliare una nota, dando prova di una perfetta forma vocale. Forse conscio del suo innato carisma, flirta esplicitamente con il pubblico, che lo ricambia con applausi scroscianti, fischi di apprezzamento e cori spontanei. Sullo schermo scorrono video che si alternano alle riprese del live, ma nessuno sembra farci troppo caso, tutti appaiono “rapiti” dall’irresistibile magnetismo del cantante. A metà concerto, tuttavia, il cantante lascia il palco a Martin Gore, che regala agli spettatori una gradevole versione acustica (con tanto di chitarra a forma di stella) di Insight, a cui seguirà, più tardi, quella di Strangelove. Terminata la parentesi acustica, riappare sulle scene Gahan, fresco di cambio, e lo spettacolo riprende con l’esecuzione di Home, In Your Room, Where’s the Revolution, Everythings Counts, Stripped, l’ attesissima Enjoy The Silence e Never Let Me Down Again. Sono le 22.45 e la band si congeda per qualche minuto prima del rush finale, come da copione. Il bis consiste in due pezzi, Walking in My Shoes e a Question of Time.

Si chiude con Personal Jesus, naturalmente, al termine di quello che, più che un concerto, è stato un’estasi passeggera firmata Depeche Mode, un tuffo negli anni ’80, un orgasmo collettivo. Dave saluta affettuosamente e ripetutamente la folla oceanica che non smette più di applaudire, prima di congedarsi: nell’imboccare la scaletta che lo condurrà ai camerini, si sfila il gilet e lo abbandona sul palco: l’ultimo boato del pubblico è tutto per la sua schiena nuda.

Chapeau

A cura di Dalila Giglio

Luca Ferri

Si appassiona alla musica sin da bambino, scoprendo la vena rock n roll alla tenera età di 8 anni folgorato dall’album EL DIABLO dei Litfiba e PARANOID dei BLACK SABBATH. Nel 2010, insieme a due amici, Alessio Mereu e Alessandro Cherubini fonda il LITFIBA CHANNEL che di li a poco diventerà la radio ufficiale della storica rock band di Piero Pelù e Ghigo Renzulli, all’interno della quale conduce il programma SOGNO RIBELLE scoprendo e intervistando insieme a GRAZIA PISTRITTO band come IL PAN DEL DIAVOLO, BLASTEMA, KUTSO, ILENIA VOLPE, METHARIA, FRANCESCO GUASTI, PAVIC, UROCK. Format portato anche in formato live organizzando serate di vera e propria musica live in alcuni locali di Roma. Nel 2017 dopo tre anni alla direzione di una webzine, decide di fondare e dar vita a INSIDE MUSIC insieme alla socia MARTA CROCE.

2017-12-11T12:23:27+00:00 11 dicembre 2017|Live Report|0 Commenti