Home Live Report Daniele Silvestri riparte dalla Sardegna: a Porto Torres e Oristano il debutto di “Canzoni a sdraio”

Daniele Silvestri riparte dalla Sardegna: a Porto Torres e Oristano il debutto di “Canzoni a sdraio”

by Alessia Andreon
Silvestri Angela Colombino

C’è un modo tutto particolare di fare un concerto, senza inseguire l’effetto speciale o la nostalgia facile. Daniele Silvestri lo dimostra ancora una volta con “Canzoni a sdraio”, il nuovo tour che ha debuttato in Sardegna con una doppia data consecutiva: il 26 giugno nell’affascinante cornice  dell’Atrio Comita nel Complesso monumentale della Basilica di San Gavino, a Porto Torres, per il Festival Abbabula, e il giorno successivo in Piazza Duomo a Oristano, ospite del Festival dello Sviluppo Sostenibile organizzato da Dromos.

La data di Porto Torres ha inaugurato l’edizione 2026 del Festival Abbabula, una delle rassegne dedicate alla canzone d’autore più longeve e prestigiose della Sardegna, da anni punto di riferimento per la musica italiana di qualità e per i grandi nomi del cantautorato.

Più che uno show, quello di Silvestri è un viaggio dentro il proprio repertorio. Un concerto che rinuncia alle scorciatoie della hit parade per riportare alla luce canzoni che negli anni sono rimaste ai margini delle scalette, oggi ripensate attraverso arrangiamenti essenziali e un trio di musicisti che lascia spazio alle parole e alle emozioni.

Sul palco con lui ci sono Davide Savarese alla batteria e alle percussioni e Marco Santoro, capace di passare con naturalezza dal fagotto alla tromba, dando colore a uno spettacolo costruito sulla sottrazione più che sull’impatto.

L’apertura è affidata a “Sana e robusta Costituzione”, manifesto perfetto per entrare nel mondo di Silvestri, dove ironia, impegno civile e poesia convivono da sempre. Da lì prende forma una scaletta che attraversa oltre venticinque anni di carriera senza seguire un ordine cronologico, ma lasciandosi guidare dal filo dei ricordi e delle suggestioni.

La scaletta

  • Sana e robusta Costituzione
  • Un altro bicchiere (Via col vento)
  • Mi persi
  • Il suo nome
  • La verità
  • Pensieri
  • Strade di Francia
  • Ma che discorsi
  • Frasi da dimenticare
  • A dispetto dei pronostici
  • La classifica
  • Sogno-B
  • Le cose in comune
  • Monetine
  • Le navi
  • La mia casa
  • Il secondo da sinistra
  • Banalità
  • Occhi da orientale
  • While the Children Play
  • Il mio nemico

  • A bocca chiusa
  • La paranza
  • Salirò

La vera sorpresa è proprio l’equilibrio della scaletta. I grandi classici non mancano, ma arrivano senza essere il centro della scena. “Le cose in comune”, “Il mio nemico”, “La mia casa” e “Salirò” convivono con brani meno conosciuti al grande pubblico come “Monetine”, “Pensieri”, “Ma che discorsi” e “Frasi da dimenticare”, che trovano finalmente una nuova dimensione dal vivo.

Anche “While the children play”, strumentale intenso e cinematografico, contribuisce a spezzare il ritmo del concerto, regalando uno dei momenti più particolari dello spettacolo prima del rush finale.

Il bis è quello che il pubblico si aspetta e allo stesso tempo quello che funziona meglio: “A bocca chiusa” emoziona, “La paranza” riporta il sorriso e “Salirò” chiude la serata trasformando la piazza in un coro collettivo.

Con Canzoni a sdraio, Silvestri non celebra semplicemente il proprio passato. Lo rimette in discussione, lo rilegge e gli restituisce nuova vita. Un concerto pensato per chi conosce ogni sfumatura del suo repertorio, ma capace di conquistare anche chi ha voglia di ascoltare canzoni che, lontane dai meccanismi delle playlist, continuano ad avere qualcosa da raccontare.

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