Ieri, 25 ottobre 2019, è partito il nuovo tour di Daniele Silvestri: La terra dal vivo sotto i piedi. Il Palazzo dello Sport di Roma ha accolto diverse migliaia di fan per celebrare i 25 anni di carriera – ed il nuovo disco uscito a maggio di quest’anno – del cantautore romano.

Un gigantesco palco ricoperto di terra si presenta alla vista del pubblico e salta subito all’occhio la miriade di strumenti che la band suonerà magistralmente durante la serata. Intorno alle 21:15 si accende il led wall ed inizia lo show.

Eh già, Silvestri ha fatto le cose in grande, come lui stesso racconta: “Questo palco rappresenta una scommessa ed è stata fatta per occupare lo spazio in altro modo, a 360 gradi” – quasi come volesse farsi abbracciare dal pubblico, abbraccio che non mancherà. Poi continua: “Serve sempre un punto di riferimento nella vita e la terra sotto i piedi rappresenta proprio questo”. Iniziano le note di Concime, canzone che a detta dell’artista è tra quelle che lo emozionano di più.

Non starò qui a riportare la scaletta, anche perché è difficile racchiudere le oltre 3 ore di concerto in poche righe. Vi dirò che l’alternanza dei momenti acustici – e se vogliamo intimi – con i momenti più elettronici rappresentano la caratteristica principale di questo spettacolo.

Uno spettacolo dove Daniele Silvestri ripercorre la sua storia musicale attraverso le canzoni iconiche che lo hanno accompagnato nella sua carriera. Aiutato dall’imponente led wall ripercorre inoltre la storia del nostro Paese con immancabili elogi e critiche ai personaggi che hanno giocato un ruolo fondamentale – e non – dal 1994 ad oggi.

A proposito di storia, immancabile la dedica a Paolo Borsellino (https://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_Borsellino) con tanto di Agende Rosse sventolate dai fan durante l’esecuzione de L’Appello (https://www.youtube.com/watch?v=oDheI2_OhYA).

Ospite di eccezione durante tutte le date de La terra dal vivo sotto i piedi – Tour sarà Rancore con il quale ieri sera ha interpretato il bellissimo brano Argento Vivo (https://www.youtube.com/watch?v=rP_y812oEe0) – eseguito per la prima volta a Sanremo 2019. Particolarmente bello il duetto dei due romani sul brano Il mio nemico, rivisitato per l’occasione.

Ma anche un altro ospite ha accompagnato Silvestri sul palco: Andrea Vincenzo Leuzzi degli Otto Ohm con il quale ha eseguito A me ricordi il mare.

Un elogio particolare va fatto band composta dalle due batterie di Fabio Rondanini e Pietro Monterisi, dal basso di Gabriele Lazzarotti, dalle tastiere e sintetizzatori di Gianluca Misiti, dalle chitarre di Adriano Viterbini e Daniele Fiaschi, dal fagotto e tromba di Marco Santoro, dalla tromba e percussioni di Jose Ramon Caraballo Armas e dalle tastiere di Duilio Galioto.

Di elogi alla band il cantautore romano ne fa diversi presentando ognuno di loro diverse volte durante tutto il concerto: “Ogni pedina di questa scacchiera è per me una pietra preziosa”, dice Daniele. E possiamo solo che accodarci a questo pensiero visto l’affiatamento e la coordinazione che questi musicisti hanno sul palco; sono 9, in totale 10 contando il protagonista, eppure sembra che siano un’orchestra intera.

Silvestri è a casa e si percepisce da come viene sostenuto dal suo pubblico e da come lo stesso ci scherza dopo due ore e quaranta minuti di concerto: “Da qui in poi è sequestro di persona” – ironizza – “perciò sentitevi liberi di andare anche se lo spettacolo non è ancora finito”. Nessuno si è mosso.

Eh sì, perché di bis ce ne sono almeno tre. Uno di questi interamente dedicato a Cohiba (https://www.youtube.com/watch?v=egJcPOtYa3c) con la straordinaria partecipazione del pubblico.

Dopo tre ore intense di spettacolo condito da innumerevoli emozioni l’artista ci lascia con un’ulteriore dedica ai musicisti che lo hanno accompagnato nella serata e che lo accompagneranno per l’intero tour: “Ogni persona che ci circonda nella vita è importante e così lo è anche nella musica. Ora vi farò vedere cosa succederebbe se ognuno di noi su questo palco venisse a mancare”. Presentati uno ad uno i membri della band smettono di suonare e si vanno a prendere il loro meritato abbraccio del pubblico.

Il risultato è bellissimo e l’idea è resa alla perfezione. A questo punto Daniele, l’unico ancora a suonare la sua fedele chitarra, ci lascia con un pensiero: “Dall’alto c’è sempre qualcuno che ci guarda”.

Onestamente negli anni ho assistito a numerosi tour di artisti più disparati ma questo La terra dal vivo sotto i piedi di Daniele Silvestri farò fatica a dimenticarlo. Così come faccio fatica a descrivere la perfezione di questo spettacolo; il perfetto connubio tra chi sa scrivere dei testi mai banali e tra chi sa condirli con le note musicali.

Di Enrico Avellini

Foto di Giusy Chiumenti