Daniele Barsanti : accantonati i piani B, le cose hanno iniziato a girare

di Paola Pagni

Daniele Barsanti , toscano “di mare” (vive in Versilia), è un giovane cantautore che ha al suo attivo anni di musica e numerose esperienze live (tra cui un tour con Francesco Gabbani ), ed una segnalazione di Saturnino (bassista storico di Jovanotti) che lo ha portato alla prima ribalta.

L’aria del mare a Daniele Barsanti gli si legge in faccia, col suo stile easy ed i capelli scompigliati : quella capacità innata di cogliere l’attimo di chi ad ogni stagione vede passare nuove occasioni , la si ritrova anche nella sua musica.

Per sua stessa ammissione, Daniele capta le sue canzoni nell’aria , come una spugna, fino a che un particolare , magari notato per caso, non funge da ultima goccia ,ed il vaso della sua creatività inizia a traboccare.

E’ successo così col suo ultimo singolo “Le Commesse”, dove cogliendo i gesti di una ragazza che ripiegava distratta una maglietta in un negozio, Daniele Barsanti ha costruito un mondo, fatto di attese , speranze e forse anche occasioni mancate.

Di questo, e di come sia arrivato fin qui, ne abbiamo parlato direttamente con lui,

durante una piacevolissima intervista , piena di metafore interessanti.

daniele barsanti

L’intervista

Ciao Daniele, benvenuto su Insidemusic : dove sei in questo momento?

In questo momento sono a casa in Versilia, a Lido di Camaiore, al mare.

Che invidia! Dunque, tu sei fresco di nuovo singolo ,“Le Commesse”: cosa racconta questo brano?

In realtà è un modo per fare un ritratto di quei lavori che si fanno un po’ per caso: io ho fatto l’esempio delle commesse ma potevano essere camerieri o baristi stagionali.

Sono quelle cose che pensi di fare solo una stagione e poi invece li fai per vent’anni, ed ogni anno la cosa si ripete.

Soprattutto per chi come me vive in un posto di mare ,  questa cosa si nota ancora di più: qui “la stagione”è una parentesi temporale in cui si ferma il tempo e ricomincia a Settembre.

Così ho descritto questa scena, mi sono un po’ proiettato nella vita di questa ragazza, coi suoi impegni intenta a ripiegare le magliette,

pensando che  in realtà sta ripiegando la sua vita in uno scaffale perché si sta dimenticando di tutto il contorno, che prima magari per lei era il quadro.

Capisco, quindi sei entrato un po’ nella vita comune di chi fa lavori non proprio agognati…A te è capitato di fare lavori stagionali ?

Certo ovviamente vivendo in Versilia anche io mi sono fatto le mie stagioni, e sono esperienze che ti fanno entrare subito in quell’ottica,e che ho ritrovato perfettamente  in questa ragazza che continuava a ripiegare le magliette.

Mi sono rivisto in quella condizione di temporaneità in cui nella vita non sai bene cosa fare ma poi alla fine il tempo passa e non hai ancora capito cosa vuoi.

Tu però poi l’hai capito cosa volevi

Beh si ,io ho avuto la fortuna di cogliere la mia opportunità con la musica.

È un amore che dura da quando ho 16 anni, adesso ne ho 29 e sono molti anni che suono e scrivo e… voglio fare questo lavoro qua.

Non ti nascondo che molte volte ho cercato di crearmi dei piani B, poi invece dal momento che li ho eliminati, e che ho deciso di dedicarmi solo questo, le cose hanno cominciato a girare.

Un po’ come se avessi detto: ok, non ho altre scarpe da mettermi, devo fare di tutto per entrare in queste.

Una metafora perfetta direi ! Quindi tu  hai iniziato molto presto con la musica

A suonare ho iniziato a 16 anni, poi il primo contratto è arrivato a 23 anni con Universal, e lì ho capito che poteva esserci qualcosa di concreto, che non ero l’unico matto che ci vedeva qualcosa.(ride)

Forse la prima svolta c’è stata quando un tuo brano “Lucia”, nel 2015 è stato scoperto da Saturnino, il bassista di Jovanotti: come ricordi questa cosa?

Come un momento bellissimo!

Era il mio compleanno e pochi giorni prima gli avevo mandato un msg su Facebook; ecco , lui proprio quel giorno mi ha risposto.

E poi mi scrisse “Lucia è interessantissima, ed io la pubblico “

Per me è stato un sogno ad occhi aperti ed in quel momento avrei davvero voluto gridarlo a tutti.

A dire il vero riprovo tutt’oggi queste sensazioni ogni volta che ne parlo.

La musica è una scoperta continua, non ci si abitua mai a questo tipo di emozioni.

Emozione che è continuata con un altro momento importante , qundo hai suonato per l’apertura dei concerti di Gabbani nel 2018: com’è stato?

Si, un altro di quelli che definisco “ scogli su cui attaccarsi quando sei in mare aperto”

Francesco per me è un amico ed io e lui diciamo sempre che con la musica non si vede mai il moretto costruirsi,

 ma poi quando inizi ad avere dei risultati e finalmente vedi tutti i mattoni insieme, allora ti senti veramente realizzato.

Poi come esperienza mi ha veramente gratificato, suonare dal vivo con tante persone, e l’ambiente così familiare con Francesco che ha reso tutto indimenticabile.

Quali sono state invece le tue influenze musicali?

Non ho un artista preciso di riferimento, però ti dico che ho iniziato a suonare la chitarra con un pezzo degli Oasis, Supersonic.

Però io ascolto tutto, sono più attratto dalle canzoni che dagli artisti: le canzoni sono emozioni ed idee da prendere nell’aria, invece gli artisti a volte possono essere anche deludenti, per cui preferisco le canzoni, indipendentemente da chi le canta.

Così passo da Vasco, a Gino Paoli, a Paolo conte; perché mi attira il racconto.

Quindi come ti definiresti musicalmente ?

Diciamo una grande categoria: Musica pop

E poi un ‘altra grande categoria a scelta tra musica bella e musica brutta (Ride)

Tutte le altre definizioni, che spesso sono mode del momento, le lascio fare ad altri, a chi etichetta la musica sull’iPhone .

Beh si, la musica bella è trasversale in effetti.

Ma tu per questa estate hai progetti musicali ? Cosa bolle in pentola?

Beh sai, noi siamo ancora in fase di produzione, quindi per un live è ancora presto.

Però ci dedichiamo all’album, ed appena sarà pronto allora si, penseremo anche a suonarlo dal vivo.

Ad oggi ho delineato le canzoni che ci voglio mettere, e ti anticipo che a parte Le Commesse non ho fatto un disco sui mestieri (ride),

sarei diventato un personaggio strano altrimenti! (ridiamo)

L’album parla di vita, di serate di amici e poi chissà.

Sai io sono un tipo che capta le cose nell’aria e ne fa della musica, nel senso che sono molto distratto fino a che ad un certo punto non mi arriva l’idea giusta per caso ed allora me ne rendo conto e scrivo.

Cioè le idee ti devono arrivare tra capo e collo?

Bravissima, esattamente così! (ridiamo)

Dico sempre che mi piace caricare la spugna: sai quando fai la doccia, piano piano la spugna si impregna e poi basta che la tocchi e rilascia tutta l’acqua? Ecco io con le idee sono così: immagazzino suoni, colori, sensazioni e poi lascio che la spugna “Sgoccioli” (altro termine un po’ toscano n.d.r.) tutto quello che ha da raccontare.

Direi un ‘atteggiamento abbastanza Bohemienne (ridiamo)

Da buoni toscani, come sai, ci piace goderci le cose e poi con un bel bicchiere di vino le idee iniziano a scendere meglio! (Ridiamo)

Mi trovi assolutamente d’accordo ! Invece da spettatore andrai a vedere qualcosa?

Qui tocchi un tasto dolente, perché volevo andare a vedere Liam Gallagher a Lucca, ed avevo previsto di concedermi quello e poi lasciare campo al lavoro, invece niente.

Solo lavoro quindi

Si sì, ma sono molto contento di questo onestamente!

E lo siamo anche noi, così possiamo sorseggiare vino mentre ascoltiamo Le Commesse ed aspettiamo l’album : e voi?

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