Cristiano Turrini : intervista al vincitore di Deejay on Stage 2020

di InsideMusic

A cura di Alessia Andreon

Con il suo nuovo brano Kuala Lumpur, Cristiano Turrini ha vinto il contest Deejay on stage 2020, organizzato dalla Radio Deejay, ottenendo una delle soddisfazioni maggiori per un giovane cantante:

l’inserimento nella rotazione della prestigiosa emittente radiofonica.

Cristiano Turrini però non ha una voce totalmente sconosciuta; prima di essere un cantautore è stato doppiatore del telefilm Disney Violettae ha partecipato a due diverse selezioni di Sanremo giovani, arrivando tra i primi 60 finalisti, sia nel 2016 che nel 2018;

ha inoltre preso parte al Festival di Castrocaro con il trio Armonya formato con Roberto D’Addio e Alessandro Corsi.

Intervista a Cristiano Turrini

Cristiano, benvenuto sulle pagine di Inside Music, vorrei iniziare la nostra chiacchierata partendo dal tuo percorso musicale:

Ascoltando la tua voce si sente che ci hai lavorato tanto, dalla recitazione al vocal coaching; quanto è importante per un cantante avere una caratteristica vocale immediatamente riconoscibile?

Sicuramente avere una voce riconoscibile è fondamentale, se non la base; un tempo pensavo che la bella voce, il bel canto, l’aver studiato tecnica vocale, conoscere vari stili, fosse l’arte sopraffina per farsi apprezzare;

in realtà con gli ultimi singoli invece ho capito quanto sia importante la particolarità della propria voce, intraprendendo un percorso credibile e originale. Kuala Lumpur è stato un lavoro lungo che mi ha portato a trovare un mio stile, così da poter essere riconoscibile in ogni cosa che faccio.

Il tuo ultimo brano Kuala Lumpur ha dei richiami al genere chillout, è stato un accostamento casuale o hai cercato delle sonorità diverse?

Questo brano è frutto di un percorso generale di ricerca e curiosità che ho intrapreso da qualche anno con la mia etichetta Cantieri Sonori; volevamo creare qualcosa di innovativo e ci siamo fatti trasportare dal testo in un posto culturalmente e musicalmente diverso da Roma, facendoci contaminare dalle sonorità pur mantenendo lo stile pop italiano. Partendo da queste basi e utilizzando l’esperienza che abbiamo fatto finora, abbiamo confezionato l’abito dell’arrangiamento, scelto con attenzione e con cura, cercando la contaminazione ma in modo naturale; è una completezza raggiunta attraverso i suoni che più ci hanno fanno emozionare.

Quindi siete partiti dal testo?

Si, siamo partiti dal testo, dall’idea di raccontare una storia d’amore, poi abbiamo abbinato la melodia… Solitamente parte tutto così, da una chitarra e una voce e poi si costruisce il mondo musicale che è appunto l’arrangiamento.

Altri tuoi brani come Irrazionale hanno un’atmosfera invece completamente diversa…. Ci puoi raccontare come nascono le tue canzoni? Da cosa trai ispirazione?

Mi piace raccontare di me, di quello che mi circonda e allo stesso tempo mi piace cantare dell’amore in tutte le sue sfaccettature, ma mi piace anche avere dei temi, darmi dei paletti che mi consentono di trovare il focus della scrittura. Più ho riferimenti specifici, come mi è successo con Sconnessi, colonna sonora dell’omonimo film di Christian Marazziti, e con Guernica che è un brano centrato su un argomento specifico, più mi sento a mio agio.

Ho notato che lavori con il discografico Marco Canigiula, il producer Skywalker e musicisti che collaborano con artisti di primo piano nella scena nazionale, in che modo incide il feeling con la squadra nella costruzione del lavoro?

Un team che ti supporta e ti conosce, che cerca di migliorarti e migliorarsi è importantissimo. Abbiamo avuto successi e sconfitte ma non ci siamo mai abbattuti, abbiamo cercato di reinventarci. Nella musica dipende tutto da intrecci imprevedibili. Sicuramente con Kuala Lumpurabbiamo trovato l’incastro giusto ma è un impegno di anni ed è una gran fortuna trovare l’equilibrio, mantenerlo e raggiungere la sicurezza di quello che fai, anche se sicuri non lo si è mai del tutto.

Hai partecipato a Sanremo Giovani, Festival di Castrocaro, ora il contest di Radio Deejay… Quali ricordi porti dentro di queste esperienze forti e diverse tra loro?

Sono state una grande palestra. La gavetta per me è importante e lo ricordo sempre ai giovani a cui insegno canto. Capisco chi tenta la strada dei talent, è un percorso che offre delle possibilità ma bisogna affrontarlo quando si è pronti, altrimenti si rischia di cadere nel dimenticatoio. A tutti i ragazzi dico sempre di studiare e di fare la gavetta. Per me cantare alle selezioni di Sanremo Giovani, davanti a Claudio Baglioni e Carlo Conti e alle loro rispettive commissioni, è stato un modo per far vedere che ci sono e che questo è il mio mestiere. Se nelle serate di Deejay on stage ho dimostrato quella sicurezza e voglia di stare sul palco è merito di tutte le esperienze passate, che mi hanno formato.

Quanto è emozionante sentire la tua canzone in radio?

Moltissimo! È stato emozionante cantarla davanti a 3000 persone; ero magari intimorito, perché cantavo il mio inedito davanti a un pubblico che aspettava qualche big che si esibiva dopo di me ma, sentirsi apprezzato e riconosciuto, è stato l’orgoglio più grande. Ascoltare Kuala Lumpur in radio è un bel sogno che si realizza e un’emozione gigantesca, non te lo so neanche spiegare… Il giorno dopo la vittoria il destino ha voluto che abbia acceso Radio Deejay appena salito in macchina e c’era la mia canzone!

Buoni propositi per il futuro?

In questo momento sono studio di registrazione, sto scrivendo e stiamo lavorando ad altri brani che usciranno prossimamente, dobbiamo avere tanti gioielli nella nostra catena! Probabilmente ci sarà anche qualche collaborazione importante, di cui però non posso svelare nulla; poi vorrei far uscire l’album verso marzo/aprile e partire in estate con un mini tour nei club e in piccoli locali per poter far sentire la mia musica. Fare un concerto esclusivamente con le mie canzoni, senza cover, è lo step che mi manca e che vorrei raggiungere al più presto!

Il link al video di Kuala Lumpur di Cristiano Turrini QUI

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