Con i FOJA parliamo di “Miracoli e Rivoluzioni” – L’intervista

di Serena Di Mambro

“Miracoli e Rivoluzioni” è il nuovo disco dei FOJA e lo si può ascoltare da Venerdì 8 Aprile.

È l’album della maturità artistica di questa band, napoletana per nascita, lingua e passione, ma aperta al mondo per vocazione. 

Dodici tracce dove i “Miracoli” e le “Rivoluzioni” scandiscono lo svolgersi di un disco che si muove con temperamenti diversi su binari che vanno dal rock al blues, alla canzone d’autore, all’elettronica, alle incursioni rap, a ballate acustiche e cavalcate up-tempo elettriche, con testi che raccontano storie di alienazione e di riscatto, di dolore e di necessità di rivoluzione di noi stessi e infine di Amore, quello vero, universale, a fare da sfondo a un lavoro corale e magnetico. 

Ecco come i Foja descrivono  “MIRACOLI E RIVOLUZIONI”:

“Miracoli e Rivoluzioni” è un disco che ha attraversato tante difficoltà prima di arrivare alla sua forma definitiva, ne siamo orgogliosi perché è venuto fuori come l’avevamo immaginato: un album che fosse l’avanzamento del nostro suono folk spingendolo verso nuove contaminazioni, un’opera sincera che mettesse l’Arte al centro della questione e non le dinamiche contemporanee legate a dati e numeri, che non provasse a dare risposte ma a far porre domande. È un disco girovago, perché figlio di un nuovo modo di produrre musica per noi, non ha avuto fissa dimora, si è composto nel tempo e nello spazio cercando la sua anima completa, la sua versione finale, ha saputo aspettare vivendo la nostra distanza fisica da lockdown come un punto di svolta e non come una debolezza. È il componimento che più somiglia alla nostra città sempre in bilico tra il sovrannaturale del miracolo e il bisogno di rivoluzione”.

FOJA –MIRACOLI E RIVOLUZIONI 

TRACKLIST

  1. Nunn’e’ ancora fernuta
  2. Duje comme nuje
  3. A cosa stai pensando? feat. Davide Toffolo
  4. Santa Lucia feat. Clementino
  5. ‘Na cosa sola
  6. Stella feat. Lorenzo Hengeller
  7. Pe’ te sta’ cchiu’ vicino
  8. Addo’ se va
  9. Tu 
  10. ‘A mano ‘e D10S feat. Alejandro Romero
  11. ‘Nmiezo a niente feat. Enzo Gragnaniello
  12. L’urdema canzone

Chi sono i Foja

I Foja sono fra i principali esponenti di un nuovo sound che, partendo da un forte legame con la tradizione folk napoletana, si arricchisce di contenuti e suoni contemporanei. Hanno realizzato tre album in studio e partecipato a diverse colonne sonore di lungometraggi di animazione, fra cui spiccano le canzoni realizzate per “L’Arte della felicità” e “Gatta Cenerentola”, entrambe candidate al David di Donatello come migliore canzone originale. Hanno suonato al Teatro San Carlo, diretti da Franco Dragone del Cirque du Soleil, e portato seimila persone a Castel Sant’Elmo. Vantano collaborazioni con artisti internazionali come Pauline Croze, La Pegatina, Shaun Ferguson, Weslie, Black Noyze, Alejandro Romero.
In questo ultimo lavoro “Miracoli e Rivoluzioni” sono molte le collaborazioni con ospiti che hanno condiviso con i Foja il miracolo di un frammento, di una scintilla creativa: Enzo Gragnaniello, Davide Toffolo dei Tre Allegri Ragazzi Morti, Clementino, Lorenzo Hengeller, Alejandro Romero, Alessio Sollo ed infine Alessandro Rak.

Inside Music ha intervistato Dario Sansone, carismatico frontman della band, il quale ci ha piacevolmente accompagnato in questo mondo variopinto che è “Miracoli e Rivoluzioni”.
Buona lettura!

Intervista ai FOJA

Ciao Dario, piacere. Benvenuto su InsideMusic!
“Miracoli e Rivoluzioni”: un titolo per definizione in antitesi. Un album eclettico in cui le 12 tracce sembrano viaggiare su binari paralleli, ma intrinsecamente collegati tra loro. Potremmo dunque definirlo un Concept Album?

Ci piace pensare che questo album sia uno split-concept, anche se è un disco che rifugge dalla coerenza, non vuole assolutamente fornire delle soluzioni ma piuttosto far porre delle domande all’ascoltatore. Da un lato ci sono i “Miracoli”, che sono per noi le canzoni d’amore caratterizzate da un sound più acustico e più classico, dall’altro le “Rivoluzioni” canzoni di indagine sociale e umana dal sapore sperimentale.

Proseguiamo con l’analisi concettuale dell’album. A differenza delle rivoluzioni, nelle quali abbiamo un ruolo attivo e a cui probabilmente dovremmo credere, anche al di là di quel che la ragione imporrebbe, con i miracoli usciamo invece da ciò che possiamo governare. Che ne pensi? Credi servano più miracoli o rivoluzioni per cambiare il mondo?

In questo momento storico l’unico pensiero che mi viene in mente + che la più grande Rivoluzione e il più grande Miracolo sia la Pace, un concetto che stiamo perdendo, o meglio stiamo trasformando. La Pace per sua stessa natura non concepisce armi, ripudia la guerra senza se e senza ma. 

Che tipo di ricerca musicale c’è stata per il sound dell’album?

È un disco eterogeneo, al confine tra tradizione e innovazione per la nostra storia. La tortuosa produzione che ha vissuto questo disco ci ha fatto sperimenta e conoscere nuovi modi produrre e registrare canzoni, una specie di immenso puzzle a più strati sonori, senza rimanere inchiodati ad un unico genere musicale e con la libertà totale di genere e strumentazione. Per la prima volta in un nostro disco ci confrontiamo con le macchine, Il sampling ed il looping.

“Miracoli e Rivoluzioni” ha una gestazione durante il triste periodo del lockdown, che però, a vostro dire, “ha segnato un punto di svolta e non di debolezza”. Ecco, in che modo il vostro rapporto a distanza e l’inevitabile attesa, hanno conferito all’album le idee, le contaminazioni, la qualità che ad esso riconosciamo? Più in generale, quanto è entrata la pandemia in “Miracoli e Rivoluzioni”?

Tutto quello che abbiamo vissuto ha stravolto ogni piano produttivo ed artistico, Miracoli e Rivoluzione era in gestazione dal 2017, la pandemia ha cambiato la sua esistenza e rafforzato i suoi contenuti, ci sono canzoni nate in un secondo momento che hanno soppiantato altre, alcune sono state in parte registrate nelle nostre abitazioni nel momento più duro di lockdown, tutto questo vivere ha reso più intenso il risultato di questo lavoro ai nostri occhi. 

Nell’album troviamo dei featuring importanti, è un disco ricco di collaborazioni (Enzo Gragnaniello, Davide Toffolo, Clementino, Lorenzo Hengeller e Alejandro Romero). Come sono nate? 

Ogni collaborazione per noi è motivo di scambio di esperienze, ogni singola collaborazione di questo album è figlia di un rapporto di stima reciproca umana e artistica, con Clementino era da tempo che volevamo fare qualcosa in studio assieme ci eravamo già incontrati sui palchi, Hengeller è un pianista jazz/swing virtuoso con cui ci eravamo promessi una collaborazione, Toffolo divide con me il bipolarismo artistico Musica/arti visive, Romero l’amore per Diego Armando Maradona.

Focus su Enzo Gragnaniello: icona della napoletanità. Com’è stato lavorare con lui? 

Fantastico! Enzo è il mio vicino di casa, un guru nei Quartieri Spagnoli, ci ha onorato con la sua presenza ma soprattutto cantando versi scritti da me mi ha reso orgoglioso.

“Diego nun se po’ scurdà” (‘A MANO ‘E D10S). Sorridendo ti chiedo: cosa rappresenta per te Diego Armando Maradona?

L’ultimo grande rivoluzionario che ha visto la mia città.

Una traccia in particolare dell’album a cui siete, come band, particolarmente legati e perché.

Nunn’è ancora fernuta, registrata interamente dalle nostre abitazioni durante il primo lockdown, in un’atmosfera che ci teneva tutti uniti anche se distanti, grazie a questo pezzo siamo riusciti a raccogliere circa 4.000 euro per le famiglie in difficoltà, senzatetto e immigrati grazie ad un’iniziativa di solidarietà.

Come sono cambiati i Foja rispetto alle origini?

A parte l’inevitabile invecchiamento fisico ci sentiamo sempre i ragazzi che andavano in giro ad attaccare i manifesti dei loro concerti e che passavano giornate sane in sala, con la stessa curiosità e voglia di sorprendere e sorprendersi.

Attualmente siete impegnati con la tournée promozionale del disco: un calendario ricco di showcase in giro per la bella terra campana. Dopodichè ci si vede sul palco? Tour in vista?

A breve dai nostri canali annunceremo un bel po’ di concerti a cui invitarvi per poter far festa.

Per concludere ti chiedo: Tu comme ‘a vuò ‘a vita toia? (Addò se va)

Com’è adesso, sempre alla ricerca di qualcosa che non scoprirò mai.

Attualmente la band sta presentando l’album con una serie di Showcase.
Le prossime date:

17/04/22-Castello Marchionale -Principe dei Musici -Taurasi (AV) -Largo Duomo -Ore 19:00
28/04/22-Villa Fiorentino Fondazione Sorrento -Sorrento (NA) -Corso Italia 53 -Ore 18:30
06/05/22-Libreria Mondadori -Pontecagnano (SA) -Via Marconi, 45 -Ore 19:00
07/05/22-Chiostro degli Eremitani di Sant’Agostino -Buccino (SA) -Via Oleiros 24 -Ore 19:30

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