“Come siamo arrivati fin qui” di Pier Cortese – Recensione

di Giusy

È uscito il 5 novembreCOME SIAMO ARRIVATI FIN QUI, il nuovo album di inediti di PIER CORTESE, cantautore, musicista e produttore romano, per l’etichetta FioriRari.

Artista eclettico e versatile, Pier Cortese non ha certo bisogno di presentazioni e
di lui si sente parlare spesso e più che volentieri. In oltre un ventennio ha percorso
la scena musicale contemporanea in molteplici modi: a partire dalla partecipazione al
Festival di Sanremo nella categoria Nuove Proposte nel 2007 con il brano “Non ho
tempo”
, fino alla sua progressiva e prolifica attività di autore e produttore
artistico
che lo ha condotto a collaborazioni con personaggi del calibro di Marco
Mengoni, Fabrizio Moro, Simone Cristicchi e Niccolò Fabi. Insieme a quest’ultimo
ha prodotto il disco Tradizione e Tradimento.


Come siamo arrivati fin qui, è così intitolato il nuovo album di inediti del
cantautore, musicista e produttore romano Pier Cortese, la cui genesi è culminata a
seguito di un intenso periodo durato due anni. Anticipato dai primi singoli e videoclip
estratti: Tu non mi manchi, È per te, Te lo ricordi, oltre che dal brano che
denomina la stessa raccolta musicale Come siamo arrivati fin qui.


Un album misurato ed ispirato, mai invadente, di un artista flemmatico che sussurra
le proprie emozioni e convinzioni, mormorando il proprio vissuto e ricamando la
traslitterazione della propria identità, messa a nudo in ogni sua forma.


“Dopo un lungo e intenso periodo durato circa 12 anni ho realizzato questo album.
Questo è senza dubbio il disco più ambizioso e rappresentativo, che mi identifica
come persona, oltre che come produttore e musicista“
, ha raccontato lui stesso.


In Come siamo arrivati fin qui ci troviamo al cospetto di una genuina e pregevole
evoluzione artistica. Pier Cortese stabilisce un contatto tra i territori incorrotti
dell’animo, laddove non figura lo spazio-tempo e tutto diventa possibile, ed il regno
materiale, al centro di un’ordinarietà fatta di essenziali, ma preziosissime cose.


Pier Cortese, “Come siamo arrivati fin qui” traccia per traccia


La prima traccia è Un pigiama ci salverà. Si tratta di un’emozionante e profonda
manifestazione d’amore da parte di un padre nei confronti della figlia. I bassi e le
voci a dissolvenza enfatizzano la bellezza del gioco e la straordinarietà di
trascorrere insieme ogni attimo, di ogni giorno. Ma affiora anche il timore avvertito
dal padre a causa dell’incontrastabile brutalità del mondo: “se questo cielo fosse un
tetto sicuro, la smetterei di pensare al futuro”
.


Te lo ricordi, invece, rivive i momenti più significativi di una relazione – la passione,
l’avventura, i viaggi fatti di partenze e ritorni, la complicità di momenti e segreti
condivisi – attraverso quella che è un’originale ode all’automobile. Quasi sicuramente si
tratta di una vettura che è stata particolarmente significativa nella vita di Pier. Il
brano evoca una trama narrativa passionale, smaliziata e mai scontata.


L’atmosfera, poi, si incupisce in maniera repentina, lasciando spazio al rifiuto del
dolore. Ecco la volta di Tu non mi manchi. In questa traccia Pier Cortese reprime i
propri sentimenti ed infligge un taglio netto tra sé e la potenza delle proprie
emozioni, negando la vischiosa realtà.


In pochi attimi, il clima si trasforma ancora una volta con È per te. Un canto libero,
sulla linea di un ritmo familiare, come si trattasse di un inno mondiale avente
l’intento di infondere un messaggio molto chiaro: soltanto pensando ed agendo in
modo collettivo ed eliminando le nocive barriere del pregiudizio ce la faremo. Un
tema di straordinaria attualità, soprattutto in questo mondo post-pandemico.


Un permesso di soggiorno sulla luna è la cronistoria di un’apocalisse, narrata
attraverso lo sguardo di chi osserva l’emigrazione dell’umanità alla volta della
dimensione interstellare, abbandonando un pianeta ormai divenuto invivibile. Un
brano di rievocazione distopica e fantascientifica, che pone l’accento su questioni
esistenziali e morali della natura umana che non possono più essere ignorate. Ed uno
spazio” che non è soltanto accezione astronomica, ma anche metafora dell’animo
umano, da scrutare ed esplorare.


Siamo fatti di chimica è probabilmente la traccia più “sperimentale” dell’album,
uno stornello vibrante che si sviluppa su una linea elettronica, con effetti sonori che
ci proiettano nel bel mezzo di un biliardino elettrico.


Fino a che punto ci catapulta, in punta di chitarra, nuovamente su una traiettoria
più melodica e cantautoriale. Una voce spezzata sussurra placidamente alla parte più
intima e peculiare di se stessa, quella annebbiata dalla sofferenza e che si rigira tra
le mani un dolore che appare più grande di lei.


Come se fosse mio è un autentico inno al piacere, una danza erotica e sensuale che
si allontana dal mero romanticismo. La musica inebria i sensi fin dalle prime note.
Talvolta i suoi riferimenti risultano espliciti, in altre solo fortemente allusivi.


Il disco si conclude con C’ho creduto così tanto. Non a caso, Pier Cortese agisce
sapientemente. Infatti, l’atmosfera muta repentinamente tingendosi di autentica
sofferenza, attraverso un tenerissimo rosario di ricordi in cui emerge il vano tentativo
da parte del protagonista di affrontare a testa alta quella sensazione di estraneità
che si concretizza dopo un addio, tra due persone che hanno condiviso tutto.


Come siamo arrivati fin qui è un delicato e profondo percorso emotivo e
sentimentale, “sopravvisuto ad una feroce autocritica da parte dell’autore”, e per
fortuna. Difficilmente ascrivibile ad un unico genere, spazia tra l’affusolato crinale
del cantautorato classico, la ricerca di sonorità sperimentali e la pregiata
combinazione linguistica contraddistintiva di Pier Cortese.


Tracklist

  1. UN PIGIAMA CI SALVERÀ
  2. TE LO RICORDI
  3. TU NON MI MANCHI
  4. È PER TE
  5. COME SIAMO ARRIVATI FIN QUI
  6. UN PERMESSO DI SOGGIORNO SULLA LUNA
  7. SIAMO FATTI DI CHIMICA
  8. FINO A CHE PUNTO
  9. COME SE FOSSE MIO
  10. C’HO CREDUTO COSÌ TANTO

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