Terzultima data dell’Hype Aura tour, ieri – venerdì 12 aprile – il duo Coma_Cose ha fatto tappa alla Casa della Musica di Napoli.

Dopo l’Ep d’esordio Inverno Ticinese (Asian Fake, 2017), composto da solo tre brani ma necessari per far breccia nel nuovo panorama musicale italiano, e la hit Post-Concerto, i Coma_Cose hanno pubblicato nei primi mesi del 2019 il loro primo vero album in studio Hype Aura, anticipato dai singoli Via Gola e Granata.

I concerti del tour del duo milanese, nato dall’incontro artistico di California e Fausto Lama, non possono che incentrarsi sulle nove tracce del nuovo disco, anche se non mancano brani più datati ma ugualmente apprezzati come Jugoslavia e Deserto.

Ad accoglierli non proprio un pubblico delle grandi occasioni, ma in questo caso può tranquillamente valere il famoso proverbio “pochi ma buoni”: nel parterre si respira l’atmosfera ideale per godersi un buon live con i fan che cantano a squarciagola, si emozionano e nelle battute finali c’è anche chi poga.

Il concerto ha inizio poco dopo le 21:30, quando all’aprirsi del sipario partono le note della title track dell’album, quasi a fungere da intro: i Coma_Cose giocano con le parole e così Hype Aura diventa Hai Paura. La prima ad entrare in scena è Cali, mentre Fausto la raggiunge a metà brano (Jugoslavia), oltre a loro anche il batterista Riccardo Fanara ed il polistrumentista (tastiera/chitarre) Simone Sproccati sul palco. Il duo milanese mette subito la quarta e lancia la sua Granata mandando subito in visibilio i presenti. Il live prosegue spedito, alternando sonorità prettamente hip-hop a testi caratterizzati da numerosi giochi di parole, d’altronde è proprio quest’ultima una delle peculiarità del duo. C’è spazio anche per il primo brano rilasciato – Cannibalismo – e per un sontuoso assolo di batteria, durante il quale i due artisti lasciano il palcoscenico, salvo poi rientravi dopo pochi minuti. “Il prossimo pezzo lo scrivemmo l’estate scorsa di notte in spiaggia…”, California introduce così Squali, mentre sullo sfondo scorrono simpatiche animazioni: queste ultime insieme al gioco di luci rendono ancor più intenso lo spettacolo.

Il primo vero grande successo del duo è stato Anima Lattina, titolo che rappresenta una semi-citazione di Lucio Battisti, uno dei punti di riferimento per la scrittura di Fausto, certamente uno dei brani più attesi del concerto, così come la seconda traccia del nuovo album, probabilmente la parentesi più pop del duo, Mancarsi: “Che schifo avere vent’anni, però quant’è bello avere paura!”. A questo punto il live sembra essersi concluso, con Cali, Fausto e i due musicisti che abbandonano la scena, ma all’appello mancano ancora tre pezzi da novanta. “O dammi una lametta che mi taglio le venerdì”, divertente il riferimento a Donatella Rettore in A Lametta, anche se a volte possono sembrare un po’ ripetitivi con tali intrecci verbali, un sorriso riescono a strappartelo sempre. I fan si caricano ancor di più, realizzando coreografia con le braccia ed iniziando a pogare. Tra i brani più riusciti dell’ultimo disco figura sicuramente l’emozionante S. Sebastiano, eseguita quasi totalmente da Fausto. In fondo alla scaletta non poteva che esserci il brano che meglio di qualunque altro inquadra la depressione che segue il termine di un live, “io rimango fino a quando non accendono le luci”, questa la frase che in qualche modo potrebbe sostituire l’ormai datato “se non metti l’ultima noi non ce ne andiamo”: è con Post-Concerto che cala il sipario sull’esibizione dei Coma_Cose.

Quasi un’ora e mezza di buona musica, i Coma_Cose riescono a non cadere mai nel monotono, fondendo bene il rap anni ‘90 al pop moderno, Cali e Fausto sono attualmente tra i migliori esponenti dell’ “Hip-Pop”.

Scaletta:

Hype Aura
Jugoslavia
Granata
Deserto
Via Gola
French Fries
Beach Boys distorti
Pakistan
Cannibalismo
Squali
Nudo integrale
Anima lattina
Mancarsi

A lametta
S. Sebastiano
Post-Concerto