cmqmartina: “DISCO è un album autobiografico, tra cantautorato e techno” – INTERVISTA

di Alessia Bisini

Lei ha solo vent’anni e un’attitudine elettronica, in cui sonorità coinvolgenti e vagamente techno incontrano un delicato cantautorato. Stiamo parlando di cmqmartina.

Dopo il felice esordio con lasciami andare!, brano entrato nelle playlist IndieItaliaViral 50 – Italia ScuolaIndie di Spotify e video Just Discovered per MTV New Generation, il singolo “ccarne per cani“, che ha accompagnato un lungo primo tour autunnale nei club in apertura ai Rovere, “lago blu” e “l’esatto momento“, è uscito il primo album di cmqmartina: “DISCO“.

Abbiamo intervistato cmqmartina per parlare del suo progetto discografico, delle sue fonti d’ispirazione in musica, della sua idea di live di tanto altro. Continuate a leggere l’intervista ad una delle promesse più interessanti del panorama techno/indie italiano!

DISCO“, il tuo primo album, è uscito lo scorso 28 febbraio. Come è nato questo progetto discografico? Qual è il suo filo conduttore? 

DISCO” nasce un anno e mezzo fa, tra settembre ed ottobre 2018. Ero con Matteo Brioschi, il mio produttore nonchè un mio carissimo amico, che ha sempre lavorato con la musica e che era solito chiedermi di lavorare a qualcosa insieme. Tutto è nato come un gioco, un esperimento. Dopodichè, avendo ricevuto dei feedback molto positivi, abbiamo deciso di renderlo un progetto concreto. Il suo filo conduttore è il fatto di essere un album totalmente autobiografico, in quanto è la prima volta che mi impegno al 100% in qualcosa che faccio e soprattutto è la prima volta in assoluto in cui riesco a rapportarmi con l’esterno, affacciandomi metaforicamente alla”finestra al di fuori di me“.

Quando si tratta di scrivere una canzone, preferisci scrivere prima il testo e poi la melodia o viceversa? Com’è il tuo processo creativo in studio?

Io e Matteo lavoriamo sempre insieme di pari passo. Di solito, lo raggiungo nel suo studio e mentre lui prepara le base, io ci scrivo sopra un pezzo. Le mie canzoni nascono da frasi o comunque appunti che io mi annoto durante la giornata oppure durante un viaggio e partendo da quelle, sviluppo un vero e proprio testo. Tante volte le frasi che mi segno singolarmente non hanno senso, ma lo acquistano nel momento in cui viene composto il brano.

Intro” è uno dei pezzi più potenti del disco, nonchè una traccia instrumental che ricorda molto i beat di Cosmo. Ti ci rivedi nella sua musica, è una fonte d’ispirazione per te? Quali sono le voci di riferimento che ti ispirano maggiormente? 

Per quanto riguarda la mia scrittura, mi rifaccio al cantautorato classico italiano. Le mie voci di riferimento spaziano da Battisti a Celentano, passando per Edoardo Bennato e altri artisti meno tradizionali. Le mie influenze musicali, in termini di sound, provengono sempre dalla musica italiana, perchè fin da piccola in casa ho sempre ascoltato quella. Quando sono cresciuta, ho scoperto l’elettronica e la techno e me ne sono innamorata. Cosmo l’ho ascoltato tanto sicuramente“.

Nell’album canti una cover meravigliosa de “La Prima Cosa Bella” di Nicola Di Bari. Come mai hai scelto di cantare un brano di questo tipo, che sembra scostarsi dallo stile elettronico e quindi dai ritmi di “DISCO“?

Volevo fare una sorpresa ed uscire dai binari: dopo otto tracce di elettronica e techno, estremamente ballabili, chi ascolta “DISCO” sentirà “La Prima Cosa Bella” peraltro in versione acustica. Ci sono diversi motivi che mi hanno spinto a cantarla ed inserirla nel mio album di debutto: nel mio primo singolo, “lasciami andare!” dopo il primo ritornello canticchio le prime tre frasi delle prime tre strofe. Inoltre, è la canzone che mi ha sempre cantato mia nonna fin da quando ero una bambina, perciò ho voluto farle questo regalo ed inserirla nel mio primo album. Il mio genere ha un linguaggio che lei fa fatica a comprendere appieno ed è per questo che ho voluto che la persona più importante della mia vita, ascoltando “DISCO”, trovasse un brano con il quale identificarsi“.

Appena ci sarà la possibilitò, cosa ha in mente di proporre cmqmartina sul palcoscenico durante i suoi live?

Mi piacerebbe proporre un live completo, dove suonare la mia musica alternandola ad un DJ set e ad alcune cover. So che è sbagliato generalizzare, ma ho la percezione che la mia generazione si sia abituata ad andare ai concerti indie in cui sei semplicemente preso bene e te la canti. Io invece vorrei sviluppare anche la dimensione club, cioè quella in cui balli, ti distrai, in cui entri in un’altra dimensione. Si tratta di quello che ho sempre cercato io alle serate in cui andavo: staccare la spina e perdere la testa“.

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