CENERI racconta emozioni e timori nel suo primo EP – Intervista

di Alessia Andreon

Il 20 maggio uscirà “Nello spazio che resta”, il primo EP di Ceneri, seconda anima di Irene Ciol, ventenne cantautrice friulana e nuova promessa del panorama musicale italiano.

I singoli già estratti dall’EP sono subito entrati nelle maggiori playlist editoriali di riferimento (Scuola indie, Indie Italia, New music friday).

“Nello spazio che resta”, scritto da Ceneri e prodotto dai B-CROMA, duo formato dai producer Rocco Giovannoni e Marco Spaggiari, ci restituisce l’immagine di una ragazza di vent’anni, che affronta i normali cambiamenti della vita con il peso di questi ultimi due anni.

Alle normali fragilità dell’età, Ceneri aggiunge una insicurezza del tutto nuova che è frutto della pandemia, ma che le consente di mettersi in gioco e trovare nella musica sfogo e rifugio.

INTERVISTA:

Ciao Irene, benvenuta su Inside Music!

Siamo ormai alla vigilia dell’uscita del tuo EP d’esordio che si intitola “Nello spazio che resta”, sei emozionata?

Si, molto emozionata, anche perché è il mio primo Ep, quindi è un bel passo avanti nella mia vita; spero che venga apprezzato ma, comunque, già la possibilità di veder pubblicato qualcosa di mio è un grande traguardo e ne sono tanto felice.

Ti va di raccontarmi le tracce e magari svelarci qualche segreto?

L’ EP è composto da 5 canzoni che lo hanno anticipato “Notturno”, “Fiato corto” e Ladro e poi ci sono altre due tracce, che sono “Fragile” e “Lancette”.

Il mood dell’EP è molto intimo, come del resto le canzoni che sono già uscite, e racchiude quella che è stata la mia vita sia in quest’ultimo periodo che negli ultimi due anni.

Le canzoni che lo compongono sono qualcosa di molto personale e sono molto felice di poterle condividere con altre persone.

Mi piacerebbe sapere se magari qualcun altro si riflette in queste stesse sensazioni, come ha vissuto gli ultimi due anni e, soprattutto, come si è rapportato con tutto ciò che è successo.

L’EP parla di come ho vissuto, da ventenne, tutti i cambiamenti che ci hanno travolto a livello mondiale ma, anche, del rapporto con il mio paese, i miei amici, la vita quotidiana che è stata stravolta e non capivo bene quello che stava succedendo.

In questi due anni ho cercato di ritagliarmi uno spazio, un posto, in cui sentirmi tranquilla con me stessa.

È stato un percorso di accettazione e di scoperta di chi sono veramente e tutto questo lo devo principalmente alla musica.

Hai dichiarato che questo Ep ti ha permesso di trovare la tua libertà…. Sbaglio o non intendi solo quella musicale?

Esatto, scrivendo queste canzoni, ovviamente, sono cresciuta musicalmente e ho fatto dei progressi: all’inizio mi vergognavo anche solamente a cantare davanti ad una persona.

La musica mi ha sicuramente liberata in questo senso e, al contempo, mi ha anche aiutato a mettermi faccia a faccia con me stessa; mi ha aiutato a riflettere sulle cose che stanno succedendo e ad avere una visione più definita.

Sono riuscita a superare cose che non avevo ancora affrontato totalmente e mi ha dato la possibilità di confrontarmi con un mondo diverso, mettermi alla prova in prima persona…

Non è solamente una libertà intesa come crescita a livello artistico/musicale, ma mi ha anche fatto maturare come persona e quindi mi ha permesso di trovare una libertà che prima non avevo o che non riuscivo a darmi.

Come hai scelto il tuo nome d’arte Ceneri?

È un po’ un gioco di parole, perché io mi chiamo Irene Ciol, quindi sarebbe Irene C. al contrario e quando l’ho scoperto ho deciso di chiamarmi così perché mi piaceva che fosse il mio nome, una parte di me, ma al contrario.

Mi divertiva il fatto di essere io ma allo stesso tempo di non mettermi in primo piano. Non volevo chiamarmi Irene perché credo sia qualcosa di diverso dalla mia persona,

volevo trovare uno spazio in cui scrivere liberamente senza avere il nome come primo impatto.

Il risultato è “Ceneri” che per me non ha un’accezione negativa, non è qualcosa di brutto, ma rappresenta invece qualcosa che è in trasformazione, in cambiamento, dalla quale può sempre rinascere qualcosa.

Se avessi la possibilità di duettare con qualche artista, chi sceglieresti e perché?

Mi piacerebbe tanto un pezzo con Niccolò Contessa, de I cani.

È una persona che ha un modo di scrivere pazzesco, che ho amato alla follia e ho ascoltato tantissime volte.

Mi attrae molto il modo in cui riesce a descrive la realtà anche, banalmente, la vita di tutti i giorni, in un modo molto così particolare da renderla poetica.

Riesce a dare valore anche alle stupidaggini della vita, quindi mi piacerebbe molto provare a lavorarci insieme.

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