CENERE e il grido liberatorio di “A testa in giù” – Intervista

di Serena Di Mambro

Torna con “A TESTA IN Giù” il Duo indie rock bolognese “Cenere”, composto da Sarah Fornito, ex cantante di Diva Scarlet e Decana, e Rebecca Dallolio, violinista di formazione classica.

“A TESTA IN GIÙ” nasce come una riflessione figlia dei nostri tempi e rappresenta un vero e proprio grido liberatorio: in una manciata di minuti sintetizza alla perfezione la voglia di riprendersi a piene mani la libertà di viaggiare, toccarsi, suonare e ricominciare a respirare con la faccia scoperta. 

Una vincente miscela tra sonorità pop e rock caratterizza questo brano dal messaggio ben chiaro, che esige di essere ascoltato: bisogna riprendere in mano la propria vita, avere il coraggio di sfogarsi per catartizzare definitivamente le difficoltà affrontate.

La copertina del brano è stata realizzata dall’artista Benedetta Bartolucci e fa parte di “Spleen Splendor“. In occasione dell’uscita del brano, l’opera è stata riadattata dall’artista sul concetto del brano “A testa in giù”.

«Nonostante la drammaticità del momento pandemico, fermarci è servito per riappropriarci del respiro che avevamo perso, nel caos della vita di tutti i giorni – racconta Sarah Fornito –Personalmente, ho ricominciato a scrivere e a scalciare per la voglia di suonare su un palco, per l’esigenza fisica di vedere un concerto che non fosse sui social, per la necessità di viaggiare e stringere le persone care»

Per il nome del duo, le artiste hanno scelto di farsi ispirare dalla mitologica figura della fenice, che dopo le difficoltà rinasce dalle proprie ceneri, forte di una resilienza che lo stesso duo bolognese si è riscoperto possedere, dopo il difficile periodo che abbiamo attraversato a causa della situazione pandemica.

Il DUO CENERE

Sarah Fornito nasce a Bologna nel maggio del 1980. Nel 1996 incontra Cecilia Bernardi con cui fonda la rock band DIVA SCARLET, pubblicano 2 album: “APPARENZE” nel 2004 (Mescal/Sony) e nel 2009 “NON+SILENZIO” (prodotto da Giulio Ragno Favero). La band apre i concerti di Afterhours, Litfiba, Zucchero, Marlene Kunz, Meg, Verdena, Massimo Volume, Modena City Ramblers e moltissimi altri. Nello stesso anno la band conquista il palco del Concerto del PRIMO MAGGIO a Roma e una lunga tournée in Olanda, Germania, Spagna, Bosnia, al termine della quale pubblicano l’EP “GIVE ME JUST ONE REASON FOR”. Nel 2013 Sarah e Cecilia fondano DECANA con una nuova formazione, pubblicando l’omonimo album “DECANA”, prodotto da Umberto Maria Giardini (Moltheni). 
Rebecca Dallolio  nasce a Bologna nel novembre del ’93. Violinista di formazione classica, si laurea a pieni voti al conservatorio di Bologna in violino e in musica d’insieme. Rebecca è violinista nell’Orchestra Senzaspine dalla sua nascita. Da qui, poco dopo viene alla luce il gruppo Novensemble, del quale fa parte dal 2014. Collabora con numerose orchestre, come l’Orchestra Filarmonica Italiana e l’Orchestra LaCorelli con le quali ha partecipato ad eventi del calibro di Radio Italia Live, Ravenna Festival e Heroes Festival. Dal 2004 al 2013 collabora con Diva Scarlet e Decana. Nel 2019 Sarah e Rebecca si ritrovano a un live dove nasce la prima scintilla del progetto Cenere. Con il primo singolo “Che differenza fa” si aggiudicano il premio “Suoni d’Ambiente” e adesso sono pronte al ritorno in grande stile con il brano “A testa in giù”, in digitale dal 27 maggio.

Noi di Inside Music abbiamo incontrato telefonicamente Sarah e Rebecca, in occasione dell’uscita del loro ultimo singolo. Vi invitiamo a leggere questa piacevole chiacchierata e a trarne anche degli spunti di riflessione…

INTERVISTA AL DUO CENERE

Ciao ragazze, benvenute su Inside music!

Parliamo del vostro ultimo singolo “a testa in giù”, grido liberatorio e azzarderei catartico nato durante il triste e lungo lockdown…

Esatto. È stato un periodo particolare perché ha tirato fuori tante cose, momenti di raccoglimento e momenti per se stessi non solo per noi, ma anche per tanti altri artisti. A me in particolare ha ri-sbloccato la scrittura, per cui mi sono trovata a raccogliere idee e pensieri e a scrivere canzoni. Non solo “a testa in giù”, abbiamo 7/8 canzoni in archivio che pian piano faremo uscire. Abbiamo sfogato le nostre paure e più che altro “stanchezza” e spossatezza, in questo stato di immobilità e di fermo e aria compressa, con questa canzone che è appunto liberatoria. 

Sarah

“Nonostante la drammaticità del momento pandemico, fermarci è servito per riappropriarci del respiro che avevamo perso, nel caos della vita di tutti i giorni” racconti, Sarah, a proposito del messaggio che “a testa in giù” vuole trasmettereIntendi, nello specifico, che abbiamo avuto la possibilità di guardarci dentro? E tu che cosa hai trovato? Cosa ti è mancato di più di non poter fare?

Sì, per quanto mi riguarda mi è mancata la socializzazione, la convivialità, la vita mondana e la condivisione soprattutto di pensieri e idee, però, al tempo stesso, quando ci trova in un meccanismo automatico della quotidianità, c’è poco spazio per l’introspezione e per il “momento vuoto”. Invece appunto in questo periodo siamo stati tutti messi davanti a questa immensità che ha spaventato molte persone. Io personalmente sono stata molto bene, mi sono riposata tantissimo, ho ricominciato a scrivere ed ho ripreso in mano la chitarra. 

Sarah

Ti ritrovi, Rebecca?

Sarah è molto più “animale sociale” di me, è da dire. Quel momento lo abbiamo trasformato entrambe in qualcosa di creativo e produttivo. Ho sofferto di più il non poter stare all’aria aperta, in mezzo alla natura. Tanto che appena hanno aperto i confini tra regioni, abbiamo registrato il pezzo in un posto sperduto in Trentino e lì mi sono sentita rinascere. 

Rebecca

Una nota particolare alla copertina del singolo, realizzata dall’artista Benedetta Bartolucci. Ce la volete spiegare?

Benedetta è una grandissima amica che ha già collaborato con noi, per Diva Scarlet e per il tour europeo. È un’artista che si occupa proprio delle copertine dei cd, in uno studio di Milano. Dato che stavamo cercando iconograficamente qualcosa che rappresentasse “a testa in giù”, sul web mi sono poi imbattuta nello “Spleen Splendor”: una serie di collage realizzato da Benedetta, raffigurante la sua faccia divisa in sezioni varie. Mi ha colpito molto e l’ho chiamata dicendole che quest’opera sarebbe stata perfetta per la copertina di questo singolo. Lei è stata molto contenta di riadattarla. È molto “sanguigna” nella sua arte.

Sarah

Torniamo a voi, qual è stata la scintilla che vi ha portato a CENERE? 

Io e Sarah ci siamo conosciute anni fa, abbiamo già collaborato per Diva Scarlet e i gruppi precedenti ed anche per delle registrazioni in studio e in una serie di live. Poi ad un certo punto le ho proposto di fare un progetto in duo e lei ha piacevolmente accettato ed eccoci qui con Cenere. 

Il nostro primo singolo “che differenza fa”, da lì abbiamo vinto un premio, è nato un secondo singolo e adesso abbiamo qualcosa in cantiere che non vediamo l’ora di fare uscire.

Rebecca

Il nome del progetto ha un significato da ricercarsi nella sfera della mitologia, giusto?

Cenere sì, non è un simbolo di distruzione, ma di rinascita. L’araba Fenice, ok, ma la cenere per la terra è un elemento che la rende più fertile e fruttuosa.

Sarah

E così nasce Cenere, il Duo indie rock al femminile. Ecco, in una scena musicale prevalentemente maschile, pensate sia più difficile ritagliarsi uno spazio o potrebbe essere un punto a favore?

Il cuore siamo io e Rebecca, ma le collaborazioni con la band sono assolutamente aperte. Non siamo per le etichette.

Ti dico questo perché con Con Diva Scarlet ho sofferto questa cosa, sentivo spesso commenti fuori luogo del tipo:” Suonate come i maschi! Avete le palle, caspita!”. Tutto ciò portava fuori dal contesto musicale. 

Siamo musiciste, non vogliamo essere considerate per sesso e con etichette e non penso sia importante mettere il punto sul fatto che siamo appunto donne. 

Sarah

Come nascono le canzoni di CENERE?

Nascono a quattro mani, ma ogni volta in modo diverso. 

Sarah

Magari una volta scrivo un pezzo e glielo mando e lo sentiamo insieme e lei ci scrive un pezzo sopra, oppure ancora scrive lei un testo ed io lo metto in musica. Non c’è una regola, ben vengano tutte le idee. 

Rebecca
Focus sul Video di “A TESTA IN Giù”, decisamente in linea con la narrativa del brano, con immagini forti e a tratti disturbanti… 

Assolutamente sì. Il video è stato realizzato dall’agenzia ADVISTA di Padova. Son dei grandissimi amici che ci hanno proposto tre idee. 

Abbiamo scelto questa perché aveva questa caratteristica di raffigurare diversi quadri di sofferenza, di follia, di impossibilità di uscita, però in modo creativo. Sono tutti quadri riconducibili ad artisti famosi, a fotografi pubblicitari come Erwin Wurm e tantissimi altri. Abbiamo preso ispirazione da questi quadri e li abbiamo messi in movimento e per noi è stato qualcosa di fortissimo perché va appunto ad esprimere questa immobilità e staticità che poi alla fine esplode in movimenti di danza ed anche folli.

Sarah

Live in vista? Progetti discografici? 

Assolutamente sì. Cerchiamo dei produttori, ma abbiamo tanti pezzi da parte e sicuramente uscirà un LP.

Live, sì, sia in elettrico che in acustico perché ci piace vestire i brani di sonorità diverse sfruttando un po’ la formazione classica di Rebecca oppure la versione rock in full band.

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Sarah
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