”CAMPI ELASI” è il nuovo Ep di Elasi: la recensione

di Leslie Fadlon

Esce oggi 28 ottobre 2020 per Never Ending Mina con distribuzione Artist First, “Campi Elasi”, l’EP di esordio di ELASI. Un lavoro scoppiettante, che la cantautrice ha scelto di far anticipare dal singolo“Valanghe” e che definisce come ‘un luogo di discese di neve calda, strobo sottomarine e vie lattee gonfiabili in cui sono andata a rinascere quando sembrava che non mi riuscissi a rialzare’’.

Elasi è anche chitarrista e producer e sceglie, nel proprio percorso, di non seguire strade tracciate da altri, ma di inventarne di nuove. In “Campi Elasi” ha così composto e inserito sei canzoni dal sound multiforme, divertente e divertito. È facile capire l’influenza di generi diversi, dall’afrobeat nigeriano alla bossa, dal funk più sperimentale alle sonorità giapponesi e indiane, dalla world music fino alla musica house.

“Campi Elasi”

Un ritmo dal groove modernissimo apre l’Ep con “Souvenir”, la prima traccia. Un brano il cui beat porta la firma di Mastermaind e che si intreccia con la balalaika di Domenico Cambareri, sovrappone beatboxing e cori e lo irrora di fluida energia dance grazie alla co-produzione di Stabber. La freschezza sensuale di questo Ep si lascia toccare con mano anche sulle note di “Esplodigodi”, impreziosita dal duduk di Mekhak Torosian; questo brano vuole essere un inno al lasciarsi andare, per poi godere davvero. La terza traccia è “Sentimentale anarchia”, ove il disco-funk si mescola con il balaphon del polistrumentista e griot del Mali di Moustapha Dembelè, in arte Zam e a seguire ELASI ci racconta sentimenti sregolati e maree emotive con “Supererrore” e una folle jam che mescola chitarre distorte, cambi di tempo, suoni ricercati e svarioni glitch che danno la spinta giusta per trasformarsi in supereroi. Arriva poi il brano scelto come singolo, “Valanghe”, che corrisponde ad una danza liberatoria fuoripista, una lista delle fantasie e dei sogni che vorremmo diventassero longevi e profondi.

A chiudere c’è la bellissima “Voli pindarici”, che narra del superare i momenti difficili per poi riprendere ad amarsi e ad apprezzarsi: nel brano, gli interventi musicali di Zhongruan di Sulwyn Lok e le percussioni del brasiliano Bela Couy.

“Campi Elasi” ci canta così un mondo colorato, strambo e squilibrato, a tratti onirico e surreale. Un universo tutto da sognare, in cui ballare, divertirsi, saltellare, amare. Un universo in cui si susseguono verdi campi con la firma di Elasi.

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