Sembrano a tutti gli effetti le cassette di una volta, ma se le apri, scopri che contengono una chiavetta USB da 1 giga con le canzoni del disco: 1.Serendipity, 2. Juliet, 3. Passenger in Berlin. Siamo stati senz’altro colpiti da questo packaging così originale, che cavalca l’onda del ritorno al passato, con la nuova tendenza all’acquisto del formato fisico, in una società tanto liquida da preferire sempre e solo lo streaming, ma supera la tendenza hipster del vinile puntando su un altro oggetto del passato: la cassetta. E tutto ciò ci ha spinti ad ascoltare i brani e recensirli per voi.

L’EP degli Edwig si apre con il brano Serendipity, una parola che ha già di per sé un significato chiaro, diretto, senza troppi bisogni di fronzoli. La descriveva così John Lennon negli anni sessanta “La vita è quella cosa che ci accade mentre siamo occupati in altri progetti” e la fortuna di fare scoperte nuove mentre si è impegnati in ricerche vecchie sembra essere la sorte della protagonista di questo brano, l’alterego della stessa Camilla. A guardare bene il video, quello che può sembrare il banale atto di riempire una tazza d’acqua è in realtà l’apertura verso un mare immenso, quello in cui finisce a nuotare la nostra protagonista, immagine richiamata anche sulla copertina dell’EP. Una metafora che fa da sfondo ad un unico pensiero che nasce in un determinato contesto, probabilmente mentre la ragazza analizza i messaggi che la arrivano sul cellulare, racchiuso nella mente come l’acqua nel bicchiere, che si intreccia in un groviglio di altre riflessioni e immagini di vita ben più ampie, finendo a navigare nell’oceano della nostra coscienza, traendo così conclusioni inaspettate. La voce rock di Camilla e la preponderanza dei colpi di basso di Andrea Maggio, ci ricordano molto i Muse, tanto da farci presagire già un’apertura con featuring tra Bellamy e la Fascina.


Secondo brano è Juliet, dal sound in ascesa, un inizio melodico in cui la voce della cantante degli Edwig sembra la padrona indiscussa, per poi esplodere in un rock puro di batteria e un dialogo fra le chitarre ed il basso degne del migliore funky americano degli indiscussi anni ottanta. Ad aprile 2018 gli Edwig hanno vinto il premio “Akademia Music Award for Best Pop Rock song” proprio con questo singolo, premio conferito dall’Akademia di Los Angeles.
A chiudere l’EP è Passenger in Berlin, un richiamo alla città della band tedesca Fewjar che li ha scoperti e portati oltre i confini nazionali.

camilla fascina

Una voce potente quella di Camilla, una scrittura molto scura, a tratti onirica; una terapia psicoanalitica nella catarsi della scrittura e nella viralità della musica. Un po’ Evanescence, un po’ Placebo, nel sound degli Edwig ci sono tutti i frutti degli ascolti dei singoli componenti della band e niente è emulato, tutto è preso, fatto proprio e rivestito di originalità. Questi tre brani hanno carattere, lo stesso che sbatte in faccia all’ascoltatore da subito di che pasta è fatta la leader e i suoi collaboratori. Un EP che ha un solo difetto, quello di finire troppo in fretta. Ma la band saprà farsi perdonare dandoci l’occasione di sentirli suonare dal vivo alla Festa di Fiamene (Negrar – VR) il 6 agosto 2019 in apertura alla band Americana Clearwater Creedence Revival, un assaggio di un tour più lungo e ben articolato.