Il 6 febbraio, al Palazzo dello Sport di Roma si è esibito Calcutta, che portando in giro per l’Italia il suo Evergreen Tour, sta registrando il tutto esaurito in quasi tutte le date, incluse le due date romane.

Evergreen” è il terzo album in studio pubblicato lo scorso maggio, tematica predominante dell’album è l’amore ma comunque meno melenso rispetto a “Mainstream”, il disco a cui deve la sua notorietà. Certamente con le hit di Evergreen come “Pesto” e “Paracetamolo“, Calcutta è riuscito a farsi conoscere anche dai più restii, diventando a tutto tondo un cantante pop.
Tra un Bomba TV, e canzoni di Pino Daniele e Angus e Julia Stone, lo show inizia. Sin da subito è possibile notare il vero protagonista di questo live: la grafica di scena. Videoclip intersecati con immagini della performance. Immagini di Sanremo, con la seconda serata della sessantanovesima edizione del Festival in atto, ci danno il “Benvenuto a questo concerto” e un Calcutta – mai sopra le righe – prende possesso del palco, questa volta accompagnato dalla band, la quale rende interessanti molti brani con nuovi arrangiamenti, come ad esempio “Cane”, riuscendo più pulita grazie al coro e più modulata grazie alla chitarra.
Canzone dopo canzone, il cantautore di Latina prende più confidenza con il pubblico – certo, sappiamo tutti che Edoardo D’Erme non è mai stato un gran chiacchierone- e con “Milano” anche la sua voce comincia a scaldarsi.
Con una clip di Francesco Lettieri, autore dei cortometraggi dei Thegiornalisti e della novel di Liberato e dello stesso Calcutta, il live prende ancora di più un’importanza sensoriale, dove suoni e parole sono tutt’uno con le immagini passate sulla scena.
Ancora una volta rivoltato un brano, “Limonata” con un sound fuori da qualsiasi suo album precedente, ma con “Rai” mi sento di fare un passo in dietro, soprattutto con la memoria: “Lo hai sentito Calcutta, quello di Latina, non sembra Cremonini?” Ecco, con Rai, viene fuori un’assonanza con il cantautore bolognese, e direi anche un Cremonini di “Poetica” e non di “50 special“.
Non manca il “Momento acustico”, il palco del Palazzo dello Sport è tutto suo con “Amarena” e “Pomezia”, creando più intimità con il pubblico.
Si sa, ogni cantante ha nel proprio repertorio un brano che vorrebbe dimenticare di aver composto, e puntualmente quel brano è sempre il più richiesto dai fan; nel caso di Calcutta, il brano in questione è “Oroscopo”: dallo schermo uno sketch di Fiorello, domandando all’artista il perché non voglia mai portare dal vivo “Oroscopo” … ma non è solo Fiorello a chiederlo, ora a chiederglielo è lui, il re degli oroscopi: Paolo Fox.
E tra le prime note della hit dell’estate 2015, sul palco entra con tutta la sua energia l’ospite della serata: Cosmo. Senza troppe storie prende possesso del palco facendo divertire il pubblico in trepidante attesa.
È la volta di “Natalios”, un brano che ha constatato la crescita dell’artista sia a livello vocale sia a livello di sonorizzazioni divenute più concrete e più ricercate.
Con una toccante “Hubner” si è quasi giunti alla fine del concerto e di certo non potevano mancare le hit come “Gaetano” e “Pesto”.

 

 

 

Foto di Pasquale Colosimo