BTS, i nuovi re del K-Pop

di Dalila Giglio

Se pensate di non conoscerli, sappiate che vi state sbagliando: li conoscete, eccome.

Anzi, molto probabilmente, avrete inconsapevolmente canticchiato il ritornello della loro ultima hit sotto la doccia o avrete accennato qualche passo di danza durante la messa in onda della pubblicità dell’ultimo modello di smartphone di un noto brand, del quale è la colonna sonora.

Il pezzo in questione s’intitola “Dynamite” ed è l’ultimo singolo -il prossimo uscirà il 20 novembre, in concomitanza con l’uscita del nuovo album, “Be”- del gruppo sudcoreano BTS, acronimo di Bangtan Sonyeondan che, tradotto nella nostra lingua, significa “boy-scout a prova di proiettile”.

Accompagnato da un video spensierato e coloratissimo, che su YouTube ha raggiunto più di 100 milioni di visualizzazioni nell’arco di sole 24 ore, il brano, cantato in lingua inglese, è un inno alla positività e alla speranza, ed è stato concepito dai BTS per portare un po’ di letizia nelle vite delle persone, duramente provate dalla pandemia ancora in atto.

Ascoltarli, per noi che fummo adolescenti negli anni ’90, è come fare un tuffo nel passato, in quegli anni in cui le boy band britanniche e statunitensi spopolavano nelle radio, facendo sognare generazioni di ragazzine in tutto il mondo; e in effetti, i BTS altro non sono che una boy band, formata da 7 ragazzi messi insieme da Bang Si-hyuk, produttore e fondatore dell’etichetta discografica Big Hit Entertainment, che ne gestisce tutte le attività, il quale ha dato al settetto, meritevole di aver prodotto ingenti ricavi per la società, un bel pacchetto di azioni ciascuno.

Sul mercato musicale dal 2013, i giovanissimi teen idol sono passati, nel corso degli anni, dall’hip hop al k-pop moderno, un genere ibrido tipicamente coreano, caratterizzato dalla fusione di generi differenti, dall’uso della lingua inglese e dall’utilizzo di ridondanti coreografie di ballo che ricalcano il contenuto delle canzoni.

Con l’album Love Yourself Tear del 2018, la band ha debuttato al primo posto della Billboard 200 album charts -portando la Corea a raggiungere, per la prima volta nella storia, il vertice delle classifiche americane- e con il singolo Dynamite, quest’anno si è piazzata nella Billboard Hot 100.

In un breve lasso temporale, i BTS sono riusciti a guadagnarsi rapidamente una fama mondiale, travalicando abbondantemente i confini asiatici: ma come ci sono riusciti?

Una buona parte del merito, va certamente alla loro capacità di produrre e di distribuire musica sfruttando al massimo il digitale, ma a giocare un ruolo fondamentale è anche la loro capacità di empatizzare con il pubblico, cantando quello che la maggioranza delle persone sentono nel profondo, trascendendo qualsiasi tipo di confine e distinzione.

Naturalmente, la bella presenza scenica e la freschezza hanno dato loro una grossa mano; oltre a dei bei visini, agli abiti di tendenza e alle coreografie da film sembra, però, esserci ben di più.

E scommettiamo che, almeno ancora per qualche anno, il gruppo sudcoreano saprà dimostrarcelo.

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