Sembra ieri che il governo emanò le disposizioni che avrebbero svuotato i palazzetti, imposto silenzi forzati e spento le luci sui palchi di tutta Italia. Brunori Sas lo ricorda bene, perché vide i suoi concerti annullati, le date slittare, il tour fermarsi proprio quando il viaggio era appena iniziato. Il 2020 e il 2021 furono anni di attesa, di biglietti conservati come promesse non mantenute, di speranze affidate a nuove riprogrammazioni. Certo, molte di quelle date hanno poi trovato il loro posto nel tempo, ma l’inverno degli spettacoli cancellati e delle sale vuote ha lasciato il segno.
Ma finalmente, dopo quel lungo periodo di incertezze, il suo pubblico si è ricongiunto sotto lo stesso tetto, con lo stesso battito nel petto e le stesse canzoni sulle labbra. E con qualche nuovo spettatore arrivato dopo la sua recente partecipazione di successo al Festival di Sanremo 2025, dove con il brano L’Albero delle Noci ha conquistato il terzo posto in gara.
E così, Brunori Sas approda a Napoli, città il cui popolo – scherza lui – da sempre colonizza la sua terra in estate, conquistando la Calabria con il suo calore e la sua passione. Un incontro che non è solo un concerto, ma una celebrazione della musica dal vivo, della voglia di ritrovarsi insieme sotto lo stesso cielo, finalmente senza barriere, portando in tour una scaletta che intreccia passato e presente, mantenendo intatta quella magia che lo ha reso uno dei narratori più ammalianti della scena italiana.
Un pubblico in attesa, un ingresso in punta di piedi
La sala si riempie a poco a poco, ma inesorabilmente. Quando arrivo al Palapartenope alle 21, la fila per l’ingresso si snoda per alcuni metri e devo camminare un po’ prima di poter raggiungere l’apice e mettermi in ordine di arrivo, anch’io, con quella sensazione di attesa carica di emozioni che precede i grandi eventi, ma con una serenità palpabile di chi è appagato anche solo dal semplice fatto di trovarsi lì.
Poi, alle 21:30, le luci, questa volta, non si abbassano. Il cantautore calabrese appare sul palco con un ingresso fuori copione, solo con la sua chitarra, intonando in solitaria il primo brano in scaletta: Il Pugile.
La band non tarda a raggiungerlo, trasformando l’atmosfera intima dell’apertura in un’esplosione di suoni che attraversa l’intera carriera del cantautore. Ad accompagnarlo in questo tour nei palasport c’è una formazione d’eccezione, un ensemble capace di spaziare tra raffinate orchestrazioni e momenti di pura energia.
Sul palco, Stefano Amato alterna basso elettrico, violoncello e mandola contralto, mentre Dario Della Rossa tesse trame sonore tra pianoforte, piano elettrico e sintetizzatori. Le voci di Simona Marrazzo e Lucia Sagretti aggiungono profondità e sfumature, con quest’ultima che si destreggia anche tra violino, theremin e viella. Il tocco versatile di Mirko Onofrio porta fiati e atmosfere sospese, tra sax alto, flauti traversi, clarinetto basso e synth. La sezione ritmica è solida e incalzante, con Massimo Palermo alla batteria e percussioni, mentre la potenza degli ottoni trova spazio grazie a Luigi Paese (tromba e flicorno soprano) e Gianluca Bennardo (trombone e flicorno baritono). A dirigere il tutto con sapienza ed equilibrio, la mano esperta di Riccardo Sinigallia, che cura la direzione musicale del tour.
Tra musica e racconti: Brunori Sas, tra ironia e intensità
Ciò che rende un concerto di Brunori Sas un’esperienza unica non è solo la musica, ma il modo in cui riesce a trasformare il palco in un vero e proprio teatro di vita. Non è solo un cantautore: è un intrattenitore nato, un affabulatore, un narratore capace di far ridere e riflettere nello stesso respiro. Ogni pausa tra un brano e l’altro diventa un piccolo spettacolo a sé, con aneddoti, battute e momenti di pura commedia e improvvisazione. Il pubblico non è mai solo spettatore, ma partner in crime di ogni momento.
E siccome “il multiverso è un concetto di cui sappiamo spaventosamente poco”, ecco che spiazza tutti con una cover inaspettata: Master of Puppets dei Metallica. Un omaggio surreale e geniale che fa esplodere il Palapartenope in un mix di stupore e headbang, dimostrando ancora una volta che Brunori può essere tutto: poeta, cantastorie, ma anche rockstar quando meno te lo aspetti.
Ma non è solo ironia. L’intensità cresce brano dopo brano, e ad ogni nota è evidente che l’energia della sala aumenti, come se ogni pezzo aprisse una nuova dimensione del concerto.
Il tempo scorre veloce, quasi senza accorgersene. Il sound è perfetto, il ritmo incalzante, il live vola via come un sogno da cui non vorresti svegliarti. È come essere gli astronauti di Interstellar, dentro il Palapartenope il tempo scivola via in un istante, mentre sulla Terra, all’esterno, sono trascorse già due ore, lasciandoti con la sensazione che tutto sia successo in un battito di ciglia.
La Scaletta del concerto di Brunori Sas a Napoli
- Il pugile
- Il morso di Tyson
- La ghigliottina
- L’uomo nero
- La vita com’è
- Come stai
- Il costume da torero
- Pomeriggi catastrofici
- Guardia giurata
- Master of Puppets (cover dei Metallica)
- Per due che come noi
- Capita così
- Lamezia Milano
- Più acqua che fuoco
- Al di là dell’amore
- Per non perdere noi
- Fin’ara luna
- Kurt Cobain
- Luna nera
- Colpo di pistola
- Canzone contro la paura
- BIS:
- Guardia ’82
- La verità
- L’albero delle noci
Di sera vado ai concerti. Di notte scrivo i live report.