BETTA LEMME, DANCE TILL FOREVER è un invito a “ballare via i problemi”

di Marianna Grechi

Si intitola DANCE TILL FOREVER il nuovo singolo di Betta Lemme, la cantautrice italo-canadese che nel 2017 ha conquistato il pubblico internazionale con la hit “Bambola”. “Dance Til Forever” è disponibile in radio e su tutte le piattaforme digitali a partire da oggi venerdì 8 marzo 2024.

L’eclettica artista, autrice e producer dei suoi brani, ha scelto di tornare sulle scene proprio nella Giornata Internazionale della donna. Con la sua musica, Betta Lemme si fa promotrice di valori importanti legati all’empowerment femminile e alla giusta lotta per la rivendicazione dei diritti fondamentali di tutti.

Ecco perchè abbiamo voluto incontrarla per scoprire il significato più intimo di DANCE TILL FOREVER e della sua produzione artistica. Abbiamo conosciuto una Betta Lemme dal sorriso aperto, sarcastica, con una passione per la pasta all’amatriciana, concentrata sulla produzione dei suoi brani e determinata a far parte di un cambiamento nel mondo della musica.

Ciao Betta! Benvenuta ad InsideMusic. DANCE TILL FOREVER, è un invito a ballare sui problemi e le delusioni, cosa pensavi mentre scrivevi il pezzo?

Pensavo a qualsiasi cosa potesse tirarmi fuori da uno stato di depressione. In generale quando scrivo lo faccio prima per aiutarmi a sentirmi meglio. Però mi piace sperare e sapere che possa far star meglio anche altre persone!

Spesso si pensa che la dance, avendo come obbiettivo quello di far ballare, non abbia contenuto. Quando scrivi le tue canzoni pensi a dei messaggi che vuoi lanciare?

C’è sempre un messaggio. Non scrivo mai qualcosa di insulso o “vuoto”. La cosa incredibile dell’arte è che puoi trattare temi pesanti facendo ballare e rendendoli così più facili da digerire alle persone. Non so voi, ma io personalmente piuttosto che piangere sul mio cuscino a casa da sola preferisco farlo su una pista da ballo! È incredibile come un sound così allegro ed energico possa in realtà farti tirar fuori le emozioni più malinconiche. E mi piace questo.

DANCE TILL FORVER esce oggi, 8 MARZO Giornata Internazionale della Donna. Da giovane donna quale difficoltà hai riscontrato in questi anni nel settore della musica,?

Come tutte noi ho sperimentato diverse difficoltà in ogni ambito. Nell’industria della musica, soprattutto in un settore prevalentemente al maschile come quello della produzione – credo che le donne rappresentino circa il 6 % dei produttori, un numero molto ridotto -c’è sempre un po’ di scetticismo. Io mi occupo sempre dell’intera produzione dei miei brani e mi capita di andare in studio, mettermi al mixer con colleghi che mi chiedono “Che fai qui?” e io rispondo “Sorpresa! Produco anche io con te!”. Inoltre, quando provi a fare un’osservazione, suggerire qualcosa c’è sempre un senso di reticenza da parte loro, faticano ad aprirsi. Però le cose stanno cambiando, lo vedo o mi piace pensare che stiano cambiando. Io personalmente non nascondo mai il mio fastidio nel percepire questa energia negativa in studio. Non ho nemmeno intenzione di cambiare il mio modo di lavorare solo per mettere più a proprio agio una controparte insicura.

E come artista donna senti il peso del giudizio sul tuo corpo o su come lo utilizzi per il tuo lavoro?

Sì certo. Credo che per molti il pensiero sia “Guarda questa biondina tutta curve, l’unica cosa che saprà fare è prendere il microfono e canticchiare qualcosa”. Non sanno che mi occupo di ogni aspetto della produzione, che parlo 3 lingue, che suono più strumenti. Giudicare così è molto semplice, ma cerco di farmi scivolare addosso questa negatività.

BAMBOLA è stato un successo planetario nel 2017, com’è cambiata la tua vita dopo? E quanto sei cambiata tu in questi 7 anni?

Wow sono due domande davvero importanti. Credo che BAMBOLA abbia cambiato il mio modo di sentirmi connessa alla musica. L’abbiamo prodotta con un’etichetta molto piccola e ricordo che la mia esibizione a CHE TEMPO CHE FA è stato il mio primo live di sempre e ci è stato comunicato circa 6 giorni prima! In quell’occasione ho capito quanto fosse forte la canzone e quanto le persone la volessero. Credo che mi sia servito a rendermi sempre più indipendente sia sul piano personale che professionale. Sono qui con DANCE TILL FOREVER proprio grazie al percorso di crescita che è partito da BAMBOLA.

Hai delle origini italiane e in particolare so che hai un debole per Mia Martini, Mina, Loredana Bertè, come sei entrata in contatto con questa musica? E come le hai incorporate poi nella tua musica?

YouTube è stata la mia enciclopedia, e l’algoritmo è stato il motore di questa mia insaziabile ricerca. Quindi ho cominciato con Dalida, mi sono letteralmente ossessionata con la sua musica. Da lì ho iniziato a seguire i video suggeriti dall’algoritmo e ho fatto veramente indigestione di questa musica. Le tracce ci sono anche nella mia. Se pensi a BAMBOLA il concetto è preso proprio dall’omonima canzone di Patty Pravo, ma anche la selezione degli strumenti è proprio classica di quel periodo, solo che il beat è diverso. Diciamo che l’influenza non si palesa…accenna come se dicesse da dietro le quinte “Hey sono qui”.

Parli Inglese, Francese e Italiano, in quali lingua ti senti più creativa?

Bella lotta ma credo che il francese si quello che sul piano emozionale mi permette di esprimermi di più. Dell’italiano sono innamorata sul piano della metrica credo che sia una delle lingue con il suono migliore. Il punto è che tante volte la lingua “è decisa” dalla base musicale e dagli accordi…la senti e capisci in che lingua sarà. Ti confesso che sull’inglese non so che dire, tra il Canadese e il mio “NewYorkese” non so nemmeno io che americano parlo.

Che progetti ha Betta Lemme per il futuro?

I miei progetti sono TUTTO. Musica, live, ancora musica e ancora live…e pasta, tanta pasta!

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