Venerdì 3 maggio ha visto il ritorno degli Amon Amarth, storica band death metal, con l’album Berserker. Che contiene in un “forse” tante promesse non mantenute.

Esatto, è un grandissimo forse, perchè questo album non ha nulla di nuovo rispetto agli ultimi due album degli svedesi Amon Amarth, soprattutto dopo Jomsviking, dove il cambiamento radicale della sonorità della band aveva un senso e non risultava banale. Invece ora, ascoltando l’album, si sono create due scuole di pensiero: da una parte si ha l’idea che si siano ormai spostati sul lato commerciale del metal, ma che sia stato fondamentale questo spostarsi, soprattutto per una band come gli Amon Amarth, mentre l’altra idea è quella che forse non avevamo  bisogno di questo album, e che sarebbe andato benissimo anche un tour, e sarebbero stati accontentati i fan, visti i grandi show che la band riesce a fare.

Per carità, il fatto che siano finiti nel lato commerciale del metal non è un male, anzi. Negli anni gli Amon Amarth hanno dimostrato di essere un grande gruppo su tutti i fronti, dal fronte musicale a quello del marketing, diventando sì commerciali, ma senza farlo notare, e questo album ne è la dimostrazione.

Infatti, teoricamente è un grande album se lo vediamo dalla parte della presentazione: abbiamo un il secondo concept album di seguito ( il primo fu Jomsviking ), presentato almeno da un video clip che introduce alla storia che verrà raccontata, ma come ho detto solo grazie alle mosse di “marketing” potrebbe essere considerato un grande album. Anche a livello musicale ci sono idee contrastanti: ascoltandolo si cade nell’idea di sentire un album banale su tutti i fronti, per poi passare all’idea che comunque poteva andare peggio, e che l’album sia una grande prova di forza della band. Per banalità intendo quei riff, e sono troppi, che sembrano essere troppo simili tra loro, sia rispetto a questo album che allo scorso album. Stesso discorso per i testi: si può fare tranquillamente una divisione in tre tipi di testi, sulle battaglie, sulla mitologia norrena e sulle feste (anche se in questo caso non sono presenti canzoni di questo genere).

E dov’è la prova di forza della band in tutto questo ? E’ tutto nel non far notare che l’album sia banale, riuscendo a sfuggire alle critiche dei vecchi fan.

Berserker è un ottimo album per farsi nuovi fan, che possono esaltarsi sentendo canzoni con titoli come Shield Wall, Mjolner, Hammer of Thor e Valkyria. Mentre i fan di vecchia data, ormai abituati al melodic death proposto dagli svedesi, possono solo che continuare a sperare che la band continui così, riuscendo sempre a non cadere completamente in basso, senza mai farsi dimenticare e riuscendo a tirare fuori testi epici, Ironside, o testo che raccontino leggende come Fafner’s Gold.

Ecco artwork e tracklist di Berserker degli Amon Amarth (Metal Blade/Sony Music)

1. Fafner’s Gold
2. Crack the Sky
3. Mjölner, Hammer of Thor
4. Shield Wall
5. Valkyria
6. Raven’s Flight
7. Ironside
8. The Berserker at Stamford Bridge
9. When Once Again We Can Set Our Sails
10. Skoll and Hati
11. Wings of Eagles
12. Into the Dark

 

 

 

 

 

 

Marco Mancinelli