Beatles, 50 anni fa l’ultimo concerto sul tetto della Apple Records

di InsideMusic

Sono passati 50 anni da quel 30 gennaio 1969, da quando si consumò un evento unico ed immortale per il mondo della musica. I Beatles suonarono l’ultima volta insieme in un concerto epico che fu interrotto dalla polizia.

La carriera dei Beatles è stata breve ma intensa, partita nel 1962, nei locali umidi di Liverpool, e conclusasi nel 1970, quando ormai i Fab Four erano diventati artisti iconici. Dopo che l’idea di un album registrato durante un grande concerto dal vivo naufragò, i quattro decisero di dare vita ad una performance storica. Così, esattamente 50 anni fa, sul tetto dell’edificio al numero 3 di Savile Row, sede della Apple a Londra, diedero vita al leggendario Rooftop Concert.

Quel 30 gennaio 1969, verso l’ora di pranzo, i passanti di Savile Row, sorpresi e increduli, rimasero col naso all’insù per circa 42 minuti. Infatti, dopo ben tre anni di assenza dal palco, John, Paul, Ringo e George erano di nuovo insieme in quella che fu la loro ultima esibizione dal vivo. Il concerto doveva servire per realizzare un documentario sulla band dal titolo  Let It Be – Un giorno con i Beatles, con le immagini che riprendevano l’intera scena, dal backstage del concerto fino alle reazioni sorprese dei passanti. Appena accennate le prime note, i centinaia di fan lasciarono immediatamente le loro occupazioni per accorrere davanti all’edificio, bloccando completamente il traffico, mentre qualcuno addirittura riuscì a salire sul tetto.

Nessuno poteva immaginare che quella sarebbe stata l’ultima esibizione di tutti e quattro i Beatles, che suonarono solo cinque pezzi, ripetendoli più volte: Get Back, Don’t Let Me Down, I’ve Got A Feeling, One After 909 e Dig A Pony.

“Era come se stessimo suonando per il cielo”

Paul McCartney

Restano indimenticabili, oltre alla musica, anche i look di quella esibizione: John indossava la pelliccia di Yoko Ono, Ringo suonava imperturbabile con un vistoso impermeabile di plastica rosso prestatogli dalla prima moglie Maureen, George portava un cappotto oversize mentre Paul, nonostante fosse gennaio, aveva solo una giacca con sotto il gilet.

A interrompere l’entusiasmo dei fan e degli artisti fu un tale Stephen King (omonimo del celebre scrittore), capocontabile della vicina sede della Royal Bank of Scotland, che, infastidito dal volume della musica, chiamò la polizia che intervenne per mettere fine allo show.

“Sarebbe stato di grande effetto se i bobby ci avessero trascinato via con la forza, invece vennero lì per chiederci gentilmente di spegnere tutto”.

Ringo Starr

Prima di interrompere la musica, John Lennon disse una frase indimenticabile:

“Vorrei ringraziarvi a nome del gruppo e speriamo di aver passato l’audizione”.

Il Rooftop Concert entrò fortemente nell’immaginario collettivo, ispirando migliaia di imitazioni negli anni successivi. L’omaggio più celebre resta il videoclip di Where The Streets Have No Name degli U2, girato sul tetto di un palazzo di Los Angeles il 27 marzo 1987.

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