Le due autopsie eseguite sul corpo del DJ svedese vanno a confermare quanto già dichiarato dall’autorità di pubblica sicurezza omanita: la sua morte non è sospetta. Nessuna pista criminale, dunque. A riportarlo è stata l’agenzia AFP e la notizia è stata poi ripresa dall’emittente pubblica svedese SVT. Tuttavia, le cause della sua dipartita restano ancora ignote.

La causa della morte del DJ, così come i dettagli dei suoi ultimi giorni di vita, ancora non sono stati resi noti. Quel che, invece, si sa è che, il ventottenne soffriva da tempo di seri problemi di salute ed era passato attraverso diversi ricoveri per poi annunciare il definitivo ritiro dalle scene live nel 2016. Sembra che risalga al 2012 il primo ricovero di Avicii, in un ospedale di New York, per una pancreatite acuta, legata all’uso di alcool. Durante un tour in Australia il DJ torna in ospedale: questa volta i dottori lo sollecitano a sottoporsi a un intervento di rimozione della cistifellea, ma Avicii rifiuta e si rimette al lavoro sul suo album di debutto, “True”. Nuovamente ricoverato l’anno successivo, questa volta a Miami, per un’ostruzione della cistifellea, è costretto a cancellare i suoi show in programma all’SLS Hotel e all’Ultra Music Festival. All’epoca, scrive la testata americana Billboard, il DJ attribuì la responsabilità della ricaduta ai ritmi serrati delle sue tournée. A Miami, all’artista viene nuovamente diagnosticata la pancreatite, ma anche dei problemi all’appendice: sia l’appendice che la cistifellea vengono infine rimosse.

Il corpo di Avicii sarà portato in Svezia questa settimana, citando la polizia: “È sopravvissuto ai suoi genitori, a due fratelli e a una sorella, che sono tutti completamente devastati”.