Avere uno studio di registrazione ai tempi del Covid-19: l’intervista a Davide Lasala dell’Edac Studio

di Leslie Fadlon

L’Edac Studio è uno studio di registrazione principalmente analogico situato a Fino Mornasco nella provincia di Como. Gestito da Davide Lasala e Andrea Fognini, è strutturato per lo sviluppo di produzioni artistiche e ricerca sonora. Ha visto produzioni musicali con pubblicazioni discografiche, copertura sui media e distribuzioni realizzate da Sony ATV, BMG (UK), Universal Publishing, Warner Publishing, YCR, Ja.La. Media Activities, Ghost Records, Woodworm, Marte Label e tantissimi altri. Gli artisti passati dalle loro sale sono molteplici, dai Gorillaz a Dellera e oggi, sulle pagine di Inside Music, vi facciamo leggere la nostra chiacchierata con il produttore e musicista Davide Lasala. Una chiacchierata fatta mentre il suo studio, come purtroppo la musica tutta nel complesso, non può far aggregare le persone come ha sempre avuto il potere di fare. Ma intanto, continua ad essere sognata, ascoltata, amata..e lavorata dai professionisti, come il protagonista di questa intervista. Davide infatti continua le sue produzioni, in smart working, anche durante questo periodo di emergenza.

edac studio

L’intervista a Davide Lasala

Ciao Davide e benvenuto sulle pagine di Inside Music. Sei il produttore dell’Edac Studio di Fino Mornasco, in provincia di Como. Come nasce e di cosa si occupa l’Edac Studio?

Ciao, piacere mio. Edac Studio nasce da una sala prove di 20 mq molto scarna ma piena di strumenti musicali. Negli anni mi sono appassionato alla registrazione audio e circa dal 2002, ho iniziato a fare registrazioni con poche apparecchiature e di scarsa qualità; più passava il tempo e più sentivo l’esigenza di immergermi in questo percorso del mondo Pro Audio, fu così che incominciai a spendere tutto quello che avevo in macchinari per registrare, tipo microfoni, registratori analogici, mixer a molto altro. Il mo obiettivo non era fare uno studio ma ricreare una cameretta dove al posto dei Lego potevo giocare con i suoni e le apparecchiature che permettevano questo, negli anni lo studio è diventato un po più di 100mq con una sala di ripresa di 40mq e altre stanze, ovviamente ho ampliato la strumentazione in qualità e quantità. Da qualche anno si è affiancato a me Andrea Fognini, prima come assistente ora come tecnico audio; insieme cerchiamo di lavorare sull’intera produzione artistica e di ricerca sonora nei dischi, lui più tecnico io più creativo e musicale… devo dire che da quando c’è Andrea le cose sono nettamente migliorate perché ogni giorno ci confrontiamo sui progetti, sperimentiamo e quindi ci scontriamo nel bene e nel male per un risultato che ci unisce, ovvero fare bene quello che amiamo cioè la musica, senza tralasciare l’importanza della canzone cercando il meglio per l’artista che passa in studio.

Hai lavorato con moltissimi artisti, di generi variegati: qual è stata l’esperienza più segnante?

Le esperienze che mi hanno segnato sono molte, in particolar modo avere in studio i Gorillaz con Damon Albarn che ti abbraccia e ti mette a tuo agio: devo dire che fa un certo effetto, in questa sessione abbiamo registrato anche con Fatoumata Diawara che ha cantato sul loro ultimo singolo Désolé, anche lei persona splendida e piena di vitalità, solare. E’ molto costruttivo veder unire due generi musicali come i Gorillaz e la world music di Fatoumata. Posso citare anche Nic Cester dei Jet ma per me rimane Nic, un grande amico, parliamo spesso della vita e delle cose che ci fanno stare bene, un artista strepitoso, adoro come si approccia alle sue canzoni, come stravolge le idee all’interno dei brani e quando dà gas alla sua voce rimango sempre impressionato dalle sue capacità. Devo dire che ogni artista con cui lavoro in studio mi lascia sempre qualcosa che mi porterò dentro, ne cito alcuni più conosciuti : Edda, Dellera (Afterhours), Giorgieness, Eva Poles (Prozac+), Amanda Lear, Jennifer Gentle, Roberta Sammarelli (Verdena), ma veramente non basterebbe un giorno intero per raccontare tutto di tutti.

Vista la località, vorrei chiederti come state vivendo, in qualità di cittadini, questo periodo?

La stiamo/sto vivendo in casa come tutti, cercando di rispettare le regole e le persone ormai poche che vedo quando vado a fare la spesa. Credo che da questa situazione ne usciremo segnati anche in modo positivo, tutti si faranno un grande esame di coscienza (spero). Penso spesso alle persone che non ho abbracciato abbastanza, a quelle persone che per delle incomprensioni non ho più visto e se ci rifletto bene, solo per orgogli inutili che non servono nella vita e nella musica, cerco di essere positivo, chiamo tutti i giorni degli amici per sentire come stanno, scrivo anche a chi conosco poco sia italiani che stranieri perché credo che in questo momento comunicare e confrontarci possa essere utile.

Tutti i concerti sono stati annullati ma molti artisti stanno regalando minilive in dirette social. Cosa ne pensi? La musica secondo te, dovrebbe fermarsi?

Riguardo i concerti annullati è stato purtroppo inevitabile, io stesso ho dovuto fermare lo studio, ma continuo a lavorare da casa su tre dischi che avevo iniziato, avendo un’etichetta e stampato dischi ho bloccato inevitabilmente anche questa cosa, ho ferme due band Latente e La Gabbia che sono appena uscite con il disco e il tour è stato spostato, tutti stanno accusando il colpo ma credo che non ci dovremmo fermare con la musica. Alcune band e amici fanno dirette, non ci trovo nulla mi male anzi rimane una cosa interessante.Non per tutti è facile c’è chi sta perdendo il lavoro e chi ha annullato anni di investimento su un progetto, spero di trovare in altre persone il supporto morale che sto avendo io da parte di altre persone.

In corso ci sono varie petizioni per dare evidenza al fatto che il Decreto Cura Italia avrebbe dimenticato la categoria dei professionisti dello spettacolo. Stai partecipando a queste azioni?

Non mi stupisce, in italia il musicista non è un lavoro. Ti dico solo che quando ho aperto la partita Iva, il mio commercialista ha dovuto classificarmi come artigiano, ripeto artigiano, non musicista. In Italia siamo pieni di musicisti professionisti che vivono di questo dagli anni 50 e siamo nel 2020. Questa cosa mi fa incazzare, è irrispettoso nei confronti di chi fa spettacolo, di chi ti fa ridere, sognare, ballare e cantare in macchina con la musica a tutto volume. Si ho firmato delle petizioni ma sono anni che si va avanti così.

Hai delle proposte per far ripartire un settore così cruciale per la nostra cultura?

Potrebbe essere interessante incrementare da subito i concerti dal vivo per rimettere in moto il settore musicale, ma la vedo un po’ lunga per le tempistiche.

Tornando a te, visto che sei anche un musicista, puoi raccontarci come nasce la tua passione?

La mia passione è nata molti anni fa guardando Mtv nei primi anni 90 e ricordo i Nirvana che passavano a rotazione, mi dicevo: ”voglio farlo anche io”. Da lì ho incominciato ad ascoltare la musica di mia sorella Michael Jackson, Madonna, Ac/Dc, Depeche Mode, Police, e mio padre James Brown, Areta Franklin, Chack Berry, Tina Turner e Bob Marley, poi mia madre mi portò a casa una cassetta dei Nirvana che le avevano regalato sul lavoro, diventai matto per Nevermind. Nell’estate tra le medie e le superiori andai a lavorare in bottega da uno zio e finito il mese mi comprai la mia prima chitarra elettrica che però non sapevo nemmeno suonare, ma per me era la cosa più bella del mondo. Successivamente alle superiori scambiare audiocassette con gli amici di scuola fino a quando un mio professore, Biffi, mi fece conoscere i Sonic Youth, Fugazi, Melvins e molti altri, non smisi più di ascoltare musica e iniziai a scrivere canzoni mie, a 17 anni incisi il mio primo Ep suonando al basso, poi tornai alla chitarra e formai delle band. Il mio obiettivo era arrivare su Mtv con una mia band e un mio video, ci arrivai con i Vanillia, da lì in poi avevo capito cosa volevo fare, ed eccoci qui 🙂

Chi sono i tuoi artisti del cuore?

In varie fasce di età, Nirvana, Elliot Smith di cui anni fa feci un tributo in studio “Loves You More” che si può trovare su spotify (ci sono molti artisti che puoi conoscere che reinterpretano le sue canzoni), Smashing Pumpkins, Sonic Youh, Shellac, Michael Jackson, James Brown, The Who, Beatles, troppi..davvero troppi. Non dimentico gli italiani, Battisti, Dalla, Verdena e One Dimensional Man, e molti altri.

Siamo in una sorta di periodo di ‘’pausa’’ dalla routine. Anche tu fai smart working?

Si lo faccio, abbiamo ricreato io a casa mia e Andrea a casa sua un set up che ci permette di lavorare assieme in remoto, ho tutto quello che serve per mixare, produrre un brano da zero e terminarlo, quindi siamo operativi. Ho band che ci mandano canzoni via whatsapp e facciamo tutte le musiche e arrangiamenti, devo dire interessante e costruttivo come modo temporaneo di fare musica.

In relazione alla pausa sopra citata, ci consiglieresti un libro, un disco e un film da vedere?

Sto leggendo Black Out di Gianluca Morozzi, ma devo ancora finirlo, disco Friendly Fire di Sean Lennon, film mi sono appena rivisto Bronson con Tom Hardy.

edac studio fisheye

Quali sono i prossimi progetti dell’Edac Studio?

Prima cosa rimettere piede in studio, la seconda continuare a collaborare con tutti i musicisti come sempre abbiamo fatto. Abbiamo delle idee che stavamo sviluppando prima di questo blocco totale, spero presto di poterle mettere in atto.

Per salutarci, ti chiedo: quali sono le tue speranze?

Spero che andrà tutto bene ovviamente, che tutto questo ci porti a guardarci allo specchio, guardarci dentro tutti i giorni e credere in quello che amiamo fare; spero che tutto questo ci auti in un’evoluzione di coscienza umana, a rivalutare i veri valori della vita, parlarci un po di più faccia a faccia e magari meno sui social.

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