Dal 16 maggio è disponibile in fumetteria e online il volume cartonato “Avengers: Basta Bullismo!”, una raccolta di storie di supereroi che – attraverso un racconto ad immagini – prova a mettere in luce la varie diverse forme di bullismo, ognuna illustrata in una storia a sé. Il regalo che ne esce fuori è una caratterizzazione dei supereroi nella loro debolezza e fragilità e l’amicizia e il dialogo come via d’uscita

Questo volume si apre con una dedica molto emozionale, targata J- Ax. Sì proprio lui, il rapper italiano, fondatore e leader degli Articolo 31, l’unico italiano ad essere stato ricordato dal premio Nobel Bob Dylan per la magistrale esecuzione di Like a Rolling Stone, che si siede accanto alle vittime di bullismo incoraggiandoli a fare come ha fatto lui, usando questi soprusi come benzina e a rivalersi con i successi personali.
Ma veniamo alle storie dei supereroi, questo volume cartonato è in realtà una raccolta di cinque storie già editate, ognuna che racconta la personale battaglia di un vendicatore contro il bullismo, che sia da protagonista come nel caso di Occhio di Falco nel primo episodio (Avengers: Colpire il Bersaglio), o da protettori come nelle storie successive.
Le prime quattro storie sono estratte dal volume “Avengers: Basta Bullismo 1”, in cui nel primo episodio Avengers: Colpire il Bersaglio, troviamo un Occhio di Falco stanco delle inconsapevoli vessazioni subite dai suoi amici supereroi rivendicare a gran voce il suo diritto ad essere trattato alla pari, perché – nonostante i poteri altrui siano più in vista – anch’egli eccelle per il suo talento nel tiro precisissimo con l’arco, in ogni angolazione e posizione, mettendo a punto centri inimmaginabili. La storia di Occhio di Falco può essere il giusto esempio per introdurre il fenomeno del bullismo anche nel mondo reale, non solo in quello della narrazione ad immagini. Clint Barton, è un agente al servizio dell’agenzia segreta chiamata S.H.I.E.L.D., comandata da Nick Fury, compare per la prima volta nel primo film dedicato al personaggio di Thor; l’agente Phil Coulson gestisce il distaccamento temporaneo dell’agenzia che si trova nel Nuovo Messico. Lo S.H.I.E.L.D. ha installato una struttura che circonda il martello magico del Dio Thor (quest’ultimo lo ha perso quando suo padre Dio Odino l’ha bandito dal regno di Asgard, dimora degli Dei). Quando Thor cerca di recuperare il suo martello, viene fermato dalle guardie dello S.H.I.E.L.D., con le quali inizia a lottare. L’agente Coulson, via radio, dà l’ordine a Occhio di Falco di controllare la situazione dall’alto. Ma è in The Avengers che il suo personaggio mostra la doppia anima, villain ed eroe. Perché i bulli non sono altro che vittime (di se stessi, o di altre vessazioni familiari) che cercano di diventare eroi e di conquistarsi il rispetto che si sono visti mancare, diventando loro stessi villain. Barton in The Avengers Loki uccide molti agenti e usa il suo scettro, che gli dona il potere di controllare la mente delle sue vittime, su Occhio di Falco, trasformando quest’ultimo in una pedina al suo servizio. Barton, con estrema freddezza, spara al petto di Fury (che si salva grazie al giubbotto antiproiettile) e si mette in fuga con Loki, portando con sé il Tesseract, finché non si trova a combattere con la collega e amica Vedova Nera che – con un colpo deciso in testa – riesce a liberarlo dalla parte malvagia e riportarlo dalla parte del bene. Il ruolo chiave degli amici è determinante, spesso i bulli non hanno amici, hanno solo schiavi, quelli di cui si circondano fomentati dal clima di terrore intorno ad essi. E quando la consapevolezza di queste persone nel loro valore diventa forte e determinante, si compie il gesto più rivoluzionario, quello della ribellione. Così come ci insegna Occhio di Falco in questa prima storia.
Ma lo sappiamo tutti, i supereroi nascono per liberare il mondo (o i mondi) dalle angherie, che siano state essi stessi vittime oppure no. Ed è proprio quello che fanno nel secondo episodio i Guardiani della Galassia, in sosta sulla stazione Hn’Sta’Ls – servizio astronavi e zona ricreativa per famiglie – i personaggi dell’universo alternativo Marvel si trovano di fronte ad un fenomeno di bullismo velato, un allontanamento da una tavolata di amici di un loro coetaneo, additato come “sfigato”, e il soggiogamento di un’amica costretta a non poterlo difendere per non essere cacciata dal gruppo.

“Salve lettori!
Dai canyon di cemento di New York City ai confini più remoti della galassia, il bullismo è una forza onnipresente e pericolosa. Ecco perché abbiamo deciso di riunire alcuni dei nomi migliori e più famosi della Marvel per affrontare il tema di petto.
[…] Costruiamo un futuro migliore,
Devin Lewis
Editor”

Secondo volume da cui la raccolta attinge è Thor 356 – Il Potere e L’Orgoglio (Giugno 1985), in cui già trent’anni fa la figura del bullizzato veniva fuori limpida. Un ragazzino fuori dal coro, con la passione per i supereroi (in particolare Thor il dio del tuono) e il disegno – oggi lo chiameremmo Nerd – incappa nel capo branco di una banda di bulli, che gli strappa di mano il blocco dei disegni e inizia a vessarlo per la sua passione insolita. Ad un tratto si materializza il Dio Ercole, grande amico di Thor, e il maggiordomo degli Avengers e insieme aiuteranno il ragazzino a fare della sua diversità motivo di orgoglio.

“Nomignoli. Percosse. Pizzichi. Spintoni. Furto di denaro. Minacce ed intimidazioni. Ignorare intenzionalmente. Calunnie. Sono tutti esempi di bullismo che possono prendere di mira qualsiasi bambini, in qualsiasi momento, ovunque.
[…] In questa storia Spiderman e Ferraglia, il nemico contro cui combatte, scoprono di avere in comune un passato come vittime degli stessi bulli scolastici. Capiscono in che modo un testimone che si fece avanti per difendere Spiderman da un’umiliazione contribuì a indirizzare il futuro supereroe sul sentiero dell’altruismo, mentre Ferraglia che non aveva alcun alleato, divenne un bullo a sua volta.
[…] Presidente di Prevent Child Abuse America”

Peter Parker è il perfetto esempio di quello che può apparire come bersaglio facile per i bulli: fisico debole e mingherlino, eccessiva timidezza e predilezione allo studio, durante gli anni del liceo diventa oggetto di scherno da parte dei compagni, tra cui il bullo Flash Thompson – agente Venom –  e non ha successo con le ragazze. Riesce a rifarsi però quando – durante un esperimento di laboratorio negli anni del college – viene morso da un ragno che riesce a trasferirgli i suoi poteri.
Dalla prefazione alla storia di Spiderman del Presidente della più grande associazione che si occupa dei problemi connessi al fenomeno del bullismo appare chiaro che in un fenomeno così ampio come questo, non esistono solo due figure chiave della vittima e dell’aguzzino, ma anche figure di secondo piano che risultano determinanti per portare a compimento il piano del bullo o la rivalsa della vittima. Gli amici. Nel primo caso assistiamo al fenomeno degli amici sostenitori, quelli che – pur non prendendo parte fisicamente alle angherie – incitano, applaudono, fanno il tifo, prendono in giro e denigrano la vittima. I motivi per cui lo fanno sono molteplici, primi fra tutti l’antipatia per la vittima e/o la voglia di entrare nelle grazie del bullo. Poi ci sono i gregari, gli amici stretti del bullo che insieme a lui formano il branco. Amici e gregari insieme contribuiscono ad ampliare l’autostima del carnefice, incoraggiandolo a reiterare il suo comportamento lesivo. Poi esistono gli amici della vittima, quelli impavidi che non temendo affatto la rivalsa del bullo, lo aiutano a confessare, gli stanno accanto e formano una rete di protezione; riescono ad avere le antenne pronte e scovare anche le nuove potenziali vittime, trasformandosi così nei supereroi della realtà, quelli di cui questo mondo ha più bisogno.

Un volume coraggioso questo edito da Panini, leader nel mondo del comics, una illustrazione in molteplici ambientazioni e multiversi di un fenomeno che unisce tutti i mondi, quello del bullismo. Un invito per tutte le vittime, ormai non solo più bambini ma anche adulti, vittime di bullismo da ufficio (il mobbing) o dal cyberbullismo, ad avere fiducia nei supereroi della quotidianità, amici, insegnanti, genitori, e compiere il più rivoluzionario atto d’amore verso se stessi: denunciare!