Esattamente sei mesi dopo l’uscita del primo capitolo, esce oggi, il 17 giugno per Contempo Records il vol. 2 di Alone, nuova tappa del “disco perpetuo” di Gianni Maroccolo: un progetto musicale che andrà avanti all’infinito (con due release l’anno, il 17 dicembre e il 17 giugno), sempre accompagnato dalle splendide illustrazioni dell’artista visivo Marco Cazzato e dai racconti visionari e immaginifici dello scrittore e critico musicale Mirco Salvadori, nonchè dalla supervisione cosmica di Alessandro Nannucci, aka il Tozzo. E da tanti ospiti, che fanno da contraltare a questa avventura in solitaria di Marok: dopo IOSONOUNCANE e Edda nel precedente lavoro, adesso sono Angela Baraldi, Marina Rei, Alessandra Celletti, Howie B, Adriano Viterbini, Francesca Bono, Beppe Brotto, Andrea Cavalieri e I Life In The Woods gli artisti che accompagnano Gianni, “essere solitario alla ricerca di un branco al quale aggregarsi per percorrere un pezzo di strada comune”.

Alone vol. 2 – Abisso parte dal naufragio della F174 – avvenuto la notte di Natale del 1996 al largo di Porto Palo di Capo Passero – in cui morirono almeno 283 persone provenienti da Pakistan, India e Sri Lanka, per trasformarsi in un’odissea sonora che restituisce a chi ascolta i vari momenti di disperazione vissuti dai migranti, compreso l’attimo in cui si annega, quando l’acqua entra nei polmoni e riempie un corpo che si appresta a lasciare questo mondo.

Tutto l’album ruota attorno a Imus, che in latino significa sia “andiamo” che “profondo” (ad eccezione della traccia The Abyss, tutti i brani hanno il titolo in latino, a rimarcare la dimensione “epica” del viaggio). Una lunga suite strumentale originale in sei temi, interamente composta ed eseguita dal solo Marok, che si snoda lungo variazioni minimaliste che richiamano l’andamento delle onde del mare, rotte da voci distorte, quasi segnali radio provenienti da un’altra dimensione (come nel vol. 1, ritorna una certa tensione fra la realtà e frammenti di immaginario sci-fi). Nell’arco di 25 minuti sfilano momenti distinti che pure sono un tutt’uno: il primo passo verso un destino ignoto, la partenza, il viaggio, il naufragio, l’affondamento, un finale sommerso dall’acqua. Un cammino sonoro spirituale ed emotivo, prima ancora che narrativo. Se facciamo riferimento al vinile, possiamo dire che Imus occupa quasi per intero il lato A, preceduto da Aditusintro in forma di bolerino cadenzato che si riallaccia idealmente all’ultima traccia del vol. 1.

I sei temi che compongono Imus tornano nel “virtuale” lato B ma stavolta divisi in altrettanti brani e reinterpretati, insieme a Marok, dai prestigiosi ospiti presenti nel disco, pronti a ripercorrere in senso inverso la discesa verso l’abisso del lato A, in un movimento di riemersione, risalita, ritorno alla luce e alla vita. Un movimento che esplode subito grazie alla vigorosa batteria suonata da Marina Rei con mood e ritmo decisamente punkettone in Discessio, traccia che riprende l’ultimo tema di Imus. E così a ritroso: su un tappeto sonoro fatto di elettronica, droni analogici e bassi distorti si staglia la vocalità profonda di Angela Baraldi, in un’interpretazione memorabile di The Abyss, cover della cantautrice californiana Chelsea Wolf; il piano solo di Alessandra Celletti che in Submersio trasforma in amore universale la sofferenza assoluta del tema centrale diImus; lo straordinario talento chitarristico di Adriano Viterbini unito ai cori dei Life In The Woods (prossimi all’esordio per Contempo) in Naufragium; le basi sonore e i grooves di un maestro come Howie B che in Aetatis progressu spezzano il flusso dei brani precedenti con un cambio di passo e di colore, grazie anche ai versi cantati daFrancesca Bono (cantante degli Ofeliadorme); e il contrabasso di Andrea Cavalieri (Yo Yo Mundi) che dialoga con il mare e con le voci disperate dei profughi in Cursus.

Si arriva così all’ultima traccia, Exitusin cui ritorna la vigorosa batteria di Marina Rei introdotta dagli archi di Beppe Brotto (presente con l’esraj anche in Aditus e Discessio).  Si riavvolge il nastro, come in Un’altra giovinezza dello storico delle religioni rumeno Mircea Eliade da cui Francis Ford Coppola trasse uno dei suoi capolavori (ma vengono in mente anche Il curioso caso di Banjamin Button di David Fincher da un racconto di Francis Scott Fitzgerald o In senso inverso di Philip K. Dick). Exitus è il momento della riemersione, del ritorno alla vita, una vera e propria supplica affinchè il viaggio verso l’abisso della F174 sia d’ora in avanti un viaggio verso la vita garantito ad ogni essere umano.

Tracklist

Lato A

ADITUS
(gianni maroccolo)
Beppe Brotto / esraj
marok / electronics

IMUS
(gianni maroccolo)
marok / bass & electronics

Lato B

DISCESSIO
(gianni maroccolo)
Marina Rei / drums
Beppe Brotto / esraj
marok / bass & electronics

THE ABYSS
(chelsea wolfe)
Angela Baraldi / vocals
marok / bass & electronics

SUBMERSIO
(gianni maroccolo – alessandra celletti)
Alessandra Celletti / piano

NAUFRAGIUM
(gianni maroccolo – adriano viterbini)
Adriano Viterbini / guitars
Life In The Woods / choir
marok / choir

AETATIS PROGRESSU
(gianni maroccolo – howie b – francesca bono)
Howie B / electronics
Francesca Bono / vocals
Gianni Maroccolo / bass

CURSUS
(gianni maroccolo – andrea cavalieri)
Andrea Cavalieri / double
bass marok / electronics

EXITUS
(gianni maroccolo / marina rei / beppe brotto)
Marina Rei / drums & percussions
Beppe Brotto / strings
marok / bass & electronics