Alex Baroni, la biosong dell’indimenticabile cantautore

di InsideMusic
Alex Baroni, un cantautore raffinato ed equilibrato, una voce che a tratti sa’ dell’incredibile, uno dei talenti più stimati ed indiscussi della musica pop italiana, un artista ancora oggi incomprensibilmente sottovalutato.

Nato il 22 dicembre 1966, Alessandro Guido Baroni, conosciuto al grande pubblico semplicemente come Alex Baroni, il 13 aprile 2002 si spense dopo tre settimane di coma a seguito di un incidente stradale. Un giorno triste per la musica italiana. La sua morte ci ha lasciato un vuoto incolmabile, una ferita ancora da rimarginare, dove la sua voce calda, intensa ed inconfondibile, con una tecnica ed un’estensione da far invidia anche a Whitney Houston, ha marchiato per sempre il panorama musicale italiano, diventando, senza retorica, un vero modello di riferimento per i giovani cantautori. Perché Alex, oltre che un interprete eccellente, era anche un bravissimo autore, sensibile, appassionato e capace di toccare corde dell’anima più profonde. Ripercorriamo la sua carriera attraverso una “biosong”, ovvero cinque canzoni più rappresentative che racchiudono la sua vera essenza.

Era la 47esima edizione del Festival di Sanremo quando Alex Baroni fece conoscere all’Italia il suo immenso talento. Nell’anno in cui tra i big s’imposero i Jalisse e nella categoria Nuove Proposte Amici come prima di Paola e Chiara, Baroni si fece largo consegnando agli italiani quello che poi divenne un grande classico. Cambiare, brano pubblicato nell’eponimo album di debutto del cantautore milanese “Alex Baroni” nel 1997, è una delle canzoni più amate di Baroni, un testo che parla della fine di un amore e della necessità di cambiare.

Nel 1998 usciva il secondo album da solista, “Quello che voglio”. Un disco sincero, fresco e fedele all’essenza artistica di Alex. Un progetto che contiene il brano sanremese Sei tu o lei (Quello che voglio) e altri due iconici, tra i più belli del suo repertorio, che avrebbe potuto tranquillamente sceglierli per gareggiare alla competizione ligure piazzandosi sicuramente meglio rispetto all’undicesima posizione. Il primo è Onde, brano ritmico, sagace, con delle variazioni all’interno che fanno emergere la tecnica sopraffina di Baroni. Il secondo è Signora Fantasia, una canzone stilistica, dal significato profondo, capace di far commuovere al primo ascolto e smuovere sensazione reali, grazie all’uso dei violini che fanno la loro parte del gioco delle emozioni.

Nel 1999 usciva “Ultimamente”, il terzo album di Alex Baroni, dove lo troviamo maturo, consapevole delle sue qualità, capace di scegliere brani che appartengono al suo modo di vedere ed ascoltare al musica. All’interno troviamo Fuori dalla mia finestra, un brano in cui sentiamo la presenza di Giorgia, non solo nel testo scritto proprio dalla Todrani, ma anche nei cori quasi impercettibili ma essenziali per la riuscita di un pezzo unico che rimane e permane.

A mio avviso, la canzone più bella, di una bellezza assoluta e definita, è La distanza di un amore. Un brano triste, evocativo, molto probabilmente l’ultimo della sua breve, troppo breve, carriera artistica. Uscito come singolo nel 2002 è presente nella tracklist dell’album postumo “Semplicemente”, pubblicato, grazie alla volontà della famiglia, a sei mesi di distanza dalla sua scomparsa.

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