Al telefono Rodrigo D’Erasmo degli Afterhours stasera live all’Atlantico di Roma

In occasione del Club Tour di Folfiri o Folfox, e della data romana degli Afterhours in programma questa sera, 22 marzo, all’Atlantico Live di Roma, noi di Inside Music abbiamo raggiunto al telefono Rodrigo D’Erasmo, violinista della Band e “braccio destro” di Manuel Agnelli.
Questo è quanto ci ha raccontato sull’esperienza televisiva a X-Factor e sul loro tour.
Buona lettura.

Ciao Rodrigo, grazie per aver accettato la nostra intervista.
Prima di tutto ti chiedo come state e come è stata la partenza di questo tour.

Sto bene, stiamo bene. Il debutto del tour a Trezzo sull’Adda è andato oltre le nostre aspettative. Non ci ricordiamo a memoria un primo concerto così ben riuscito. Non ti parlo solo a livello musicale. E’ stato soddisfacente sotto tutti gli aspetti…la tensione, il rapporto con il pubblico…è stato davvero bello!

Hai appena fatto riferimento al pubblico. Inevitabilmente dopo la presenza di Manuel a X-Factor e in parte anche la tua, il vostro pubblico si è “rinnovato”? Credi che questo abbia influito sul vostro “mettervi in gioco”?

Quello lo facciamo sempre. Questa volta Manuel l’ha fatto in maniera più plateale, ma nessuno di noi si è mai tirato indietro sul fatto di mettersi in gioco, anzi, a volte ci mettiamo proprio in condizione di voler progredire mettendoci in “difficoltà”. Crediamo molto in questo meccanismo di crescita, a livello umano in generale. Per quanto concerne il pubblico non sono così convinto che sia cambiato. Si, probabilmente ci sono un po’ di curiosi in più, gente che si è avvicinata a Manuel come personaggio pubblico, che magari è andata a cercare la nostra musica su Spotify, pero’ difficilmente qualcuno interessato solo al personaggio televisivo spende 25 o 30 euro per venire ad un nostro concerto. Se c’è stato rinnovamento o forse ampliamento di pubblico riguarda sempre gente appassionata di musica e non qualcuno che viene per strapparsi il selfie con il personaggio televisivo. Questo tipo di approccio ci sarebbe potuto essere se avessimo fatto concerti gratuiti o feste di piazza, una cosa che abbiamo abbandonato già molti anni fa, proprio per evitare che accadessero queste cose. (Ride)

La sensazione, e forse tu potrai confermarlo, è che il pubblico sia migliore di quanto si pensi. La gente sa apprezzare la bellezza, la cultura, la buona musica, ha solo bisogno dei giusti strumenti per arrivarci. La televisione in questo caso diventa uno strumento incredibile per mostrare anche quello che c’è “oltre”. Che ne pensi?

Si, di questo sono convinto. E’ chiaro che quel macchinone risponde principalmente alle dinamiche commerciali. Molto spesso ci si sente rispondere: “Il pubblico quello non lo vuole, la gente non vuole la qualità”. Io questo non lo credo. Credo piuttosto che la gente vada educata, ovviamente c’è bisogno di tempo per farlo crescere, il pubblico. Questo, di contro vuol dire non avere immediatamente picchi di share scontentando quindi i clienti pubblicitari. E’ un cane che si morde la coda, e per rompere questo circolo servirebbe qualcuno di abbastanza coraggioso da correre questo rischio; investire quindi per avere la crescita dal punto di vista qualitativo. Il lavoro di Manuel lo scorso anno e in parte anche il mio puntava proprio a questo e se dovessimo ripeterlo il prossimo anno punteremo ancora più in alto.

Rodrigo, cosa ti ha insegnato l’esperienza televisiva?

C’è sempre da imparare. Posso dirti che da una parte c’è una tensione che considero inutile e negativa, che non mi fa lavorare bene. Mi piace lavorare sotto pressione, a volte la cerco di proposito perché è uno stimolo enorme. Con gli After giochiamo molto con la tensione, con lo stress positivo, mirato, che punta all’eccellenza. In tv, invece a volte si tende a vivere la tensione fine a se stessa, eccessiva rispetto al lavoro. Insomma tensione gratuita, improduttiva.
La cosa più bella, invece è stato confrontarsi con delle professionalità incredibili. Dalla più piccola alla più grande, dall’elettricista al regista, ho conosciuto dei professionisti di grande livello. Lavorano come una vera squadra, perché il desiderio di tutti è quello di avere un programma di qualità. Non a caso è la trasmissione televisiva migliore che ci sia in Italia. A livello professionale è stata una grande palestra…e posso dirti che mi ha fatto venire ancora più voglia di fare quello che mi piace…cioè suonare!(Ride)

Che tour dobbiamo aspettarci?

Abbiamo messo in piedi una scaletta molto faticosa per noi. Avevamo un po’ timore che fosse difficile anche per il pubblico, invece Folfiri o Folfox è stato recepito in maniera molto profonda. E’ un album amato quanto gli storici. La cosa complicata per noi è che i brani di FOF sono ricchi di tensione, intensi, complessi nel cambio di strumenti. Per me è il concerto più difficile che abbia mai fatto. Salto dalla chitarra acustica all’elettrica, dal piano al violino, non ho un attimo di relax, ma questo mi piace molto. E’ una bella sfida. Questo livello di concentrazione lo trovo molto eccitante. Nei bis, poi, ci sciogliamo un po’. E’ una sorta di spettacolo in tre atti. Chi verrà ad ascoltarci capirà il perché: il primo è incentrato su FOF, gli altri due sul repertorio, ma con un’anima diversa.

A proposito di Folfiri o Folfox: è un album che è stato accostato più volta all’idea di morte-rinascita. Tu sei uno Scorpione, segno che più di tutti è legato a questo tipo d’immagine. Nel album la tua presenza è molto accentuata,credi che questo aspetto esoterico abbia influito sulla parte creativa?

Non ci avevo mai pensato, anche se a queste cose ci credo. Non credo particolarmente negli oroscopi e nello zodiaco, ma negli aspetti esoterici presenti ogni giorno nella nostra vita si. Sicuramente considero questo disco magico, con qualcosa di particolarmente alchemico al suo interno, legato particolarmente alla trasformazione delle scorie, delle negatività in qualcosa di creativo, capace di rigenerare. Volevamo che anche chi l’ascoltasse avesse la sensazione di rigenerarsi. Crediamo sia un album che ha fatto bene a molte persone, e a noi in primis.

Subito dopo il Tour Italiano partirete per un tour estero, c’è tensione anche per questa avventura?

C’è molta voglia di farlo. Di sicuro rispetto al tour italiano lo viviamo con più leggerezza e con la giusta euforia perché con questa formazione non siamo mai stati all’estero. Una volta in giro andremo a conquistarci le capitali europee dove sicuramente ci saranno tanti italiani, ma anche stranieri curiosi è li verrà nuovamente fuori la tigre! (Ride)
Ma faremo anche i turisti! Abbiamo un alcuni day off che utilizzeremo per andare in giro, visitare le città, godercela anche dal lato umano insomma, per unirci ancora di più come band.

Va bene Rodrigo, grazie per questa chiacchierata, ti lascio andare ai tuoi impegni.
Vi auguro “merda merda merda” per il tour e per i vostri progetti. Un abbraccio.

Grazie a te! “Merda Merda Merda” (Ride)
Un abbraccio!

Ornella Stagno

Luca Ferri

Si appassiona alla musica sin da bambino, scoprendo la vena rock n roll alla tenera età di 8 anni folgorato dall’album EL DIABLO dei Litfiba e PARANOID dei BLACK SABBATH. Nel 2010, insieme a due amici, Alessio Mereu e Alessandro Cherubini fonda il LITFIBA CHANNEL che di li a poco diventerà la radio ufficiale della storica rock band di Piero Pelù e Ghigo Renzulli, all’interno della quale conduce il programma SOGNO RIBELLE scoprendo e intervistando insieme a GRAZIA PISTRITTO band come IL PAN DEL DIAVOLO, BLASTEMA, KUTSO, ILENIA VOLPE, METHARIA, FRANCESCO GUASTI, PAVIC, UROCK. Format portato anche in formato live organizzando serate di vera e propria musica live in alcuni locali di Roma. Nel 2017 dopo tre anni alla direzione di una webzine, decide di fondare e dar vita a INSIDE MUSIC insieme alla socia MARTA CROCE.

2017-03-22T13:18:11+00:00 22 marzo 2017|Interviste, News|0 Commenti