Ieri, 4 Ottobre, all’Atlantico Live di Roma abbiamo viaggiato nel tempo approdando nel 1969 per la seconda tappa del Rolls Royce Tour di Achille Lauro.

Ad accoglierci un club sold out con un pubblico estremamente variegato che comprendeva fans di tutte le età, dagli adolescenti agli over 50, variopinto a tal punto da poter trovare ogni sorta di stile, dalle tutine con stivaletti “pitonati” ai completi gessati, a dimostrazione di come questo artista riesca a toccare trasversalmente persone e personalità estremamente diverse tra loro.

Alle 21.30 si da il via alle danze con un’ottimo Dj Set che ha scaldato il pubblico con mush-up tra rock-dance passando dalle note di Whole Lotta Love dei Led Zeppelin a Thunderstruck degli ACDC fino a quelle di Bla Bla Bla del “Capitano” Gigi D’Agostino. Una introduzione degna di nota che accompagna i fans fino alle 21.50 quando il palco prende vita, illuminato a giorno da giochi di luci e tanto di ledwall a trasmettere le immagini dell’Apollo 11 (16 luglio 1969).

Lauro De Marinis, in arte Achille Lauro romano classe 1990, accompagnato dal fedele Boss Dom entra in scena e l’immagine trasmessa è da subito chiara: il cantante si presenta in una tutina intera viola shocking con ali angeliche dietro la schiena ed il chitarrista-produttore non è da meno, tutina verde, trucco colorato e zatteroni da almeno 25-30 cm. Che dire? Gli anni 70-80 sono tornati.

Si vede sin da subito che il palco è il suo regno e dopo aver esortato i fans a fare festa insieme a lui detta alcune regole che caratterizzano i suoi live: i telefoni devono restare in tasca ed i vestiti sono superflui. Da qui in avanti si susseguono brani tratti dal suo album 1969 ai brani meno recenti e dalle sonorità decisamente più trap. Immancabili le hit come Thoiry e Rolls Roys.

Una menzione particolare va fatta alla band formata da Nicola Iazzi al basso, Mattia Tedesco alle chitarre, e Marco Lanciotti alla batteria che accompagnano l’artista durante il live.

E’ una vera e propria festa, l’artista ci tiene a sottolinearlo, e come ad ogni festa ci sono immancabili ospiti d’eccezione. Durante l’ora e 40 minuti di concerto si avvicendano sul palco numerosi ospiti con annessi featuring.

Con Simon P ha eseguito il brano Roma preceduto da dedica speciale ai fratelli che a Roma non sono sopravvissuti, con OG Eastbull il Ballo del Blocco, con Clementino e Rocco Hunt il brano Ammò.

Devo dire che Achille Lauro si è mostrato un buon padrone, soprattutto quando ha dovuto lasciar spazio alla splendida voce di Anna Tatangelo per la loro rivisitazione di Ragazza di Periferia [https://www.youtube.com/watch?v=nP3_1rsobU0].

Persino il bis concesso al pubblico ha la firma stravagante del cantante romano che, contro ogni usanza, sottolinea come non uscirà dal palco per poi farsi richiamare a gran voce, troppo banale, annuncia il bis scendendo in mezzo al pubblico sulle note di Rolls Roys [https://www.youtube.com/watch?v=uS8Hk8aoLZY].

Ora, la trap non mi appartiene, e per chi come me trova l’auto-tune una macchinazione per far cantare gli stonati dico che questo Rolls Royce Tour è un live che va visto solo se si è disposti a spogliarsi di ogni pregiudizio perchè quello a cui si va ad assistere è un vero e proprio show interpretato da un artista trasversale e sui generis.

Lascio l’Atlantico live con un pensiero in testa: Achille Lauro è un interprete rubato alla scena punk-rock capace di spaziare trai vari generi; ha solo sbagliato epoca ma, se è vero che la musica è trasportatrice, sta cercando di rimediare e ad oggi bisogna dargli atto che il suo metodo di porre rimedio, funziona!

Fotogallery a cura di Domenico Cippitelli