Dalla letteratura alla musica, dalla scuola al palco: “Giovane Holden” mette al centro le inquietudini degli adolescenti e, soprattutto, la possibilità di non affrontarle da soli.
Il nuovo singolo de I Fuori Classe & Alex Fusaro prende ispirazione dal protagonista del celebre romanzo di J.D. Salinger per raccontare quella sensazione, ancora molto attuale, di sentirsi fuori posto, incompresi o semplicemente alla ricerca della propria strada.
Rock e rap si incontrano nel brano attraverso le voci degli studenti Anna Ferrari e Federico Micheloni e quella del loro professore, creando un dialogo tra generazioni che diventa parte integrante del messaggio della canzone.
Un progetto nato tra i banchi di scuola e arrivato fino alla Mostra del Cinema di Venezia, dove il videoclip, diretto da James D. Dawson, è stato presentato in anteprima.
Abbiamo parlato con Alex Fusaro del significato di “Giovane Holden”, del rapporto tra musica e scuola, dell’importanza dell’ascolto e di cosa succede quando agli studenti viene data la possibilità di trasformare le proprie idee in qualcosa di concreto. E il viaggio de I Fuori Classe non si ferma qui: all’orizzonte c’è “POP ART”, il primo album del progetto, con dieci brani inediti.
INTERVISTA
Partiamo da Holden. Perché avete scelto proprio lui per raccontare i ragazzi di oggi? Cosa c’è del personaggio di Salinger che, secondo voi, assomiglia ancora così tanto agli adolescenti di oggi?
Holden dà voce a una sensazione che tanti ragazzi conoscono: fare fatica a trovare qualcuno con cui condividere pensieri, emozioni ma anche paure e fragilità. Sono cambiati i linguaggi e le abitudini, ma il bisogno di essere ascoltati e la paura di sentirsi sbagliati sono ancora attualissimi.
Da professore incontro ogni giorno il desiderio dei ragazzi di trovare il proprio posto, insieme alla difficoltà di capire quale sia. Mi interessava portare questo personaggio in una canzone perché la musica può aprire una porta anche verso la letteratura: ti riconosci in un’emozione e magari nasce la curiosità di scoprire il libro.
Nel nostro brano abbiamo voluto dare spazio soprattutto a una possibilità: quando ti senti perso, puoi chiedere aiuto.
Nel brano convivono rock e rap, con le voci degli studenti che dialogano con quella del professore. Com’è nato questo mix? E quanto hanno contribuito Anna e Federico a dare al pezzo il loro punto di vista?
Il mix risponde al desiderio di dare movimento alle emozioni del brano. Il rock porta energia, tensione e un’apertura melodica; il rap permette di rendere più serrato il racconto, quasi di seguire i pensieri mentre si accavallano.
Dentro questo intreccio, il dialogo tra la mia voce e quelle degli studenti ha anche un significato: generazioni diverse possono condividere lo stesso spazio e ascoltarsi.
Anna e Federico hanno contribuito attraverso la loro interpretazione, il timbro, gli accenti e il modo di restituire le parole con la giusta energia. Un testo prende una forma diversa quando passa attraverso la sensibilità di chi lo canta.
Per me è fondamentale lasciare spazio a questa personalità: è lì che la canzone diventa davvero un’esperienza condivisa.
Si parla di sentirsi persi, fuori posto, soli, ma anche della possibilità di chiedere aiuto. Da professore, quanto è difficile capire quando un ragazzo sta davvero attraversando un momento complicato? E la musica può aiutare a far uscire cose che magari a parole non si riescono a dire?
È sicuramente difficile, perché quello che un ragazzo mostra non racconta necessariamente tutto ciò che sta vivendo. Credo che un insegnante debba partire dall’ascolto, dalla presenza quotidiana e dalla disponibilità a prendere sul serio ciò che gli viene comunicato, sapendo anche riconoscere i limiti del proprio ruolo.
La fiducia si costruisce nel tempo. La musica può facilitare questo incontro: a volte riconoscersi nelle parole di una canzone permette di avvicinarsi a un’emozione che si faceva fatica persino a nominare. Da lì può nascere un dialogo.
È questo il senso di “Giovane Holden”: chiedere aiuto è un gesto di coraggio. E, quando serve, quel primo dialogo deve poter accompagnare il ragazzo verso un sostegno competente.
Il videoclip è stato girato a scuola ed è arrivato addirittura a Venezia, alla Mostra del Cinema. Che effetto ha fatto ai ragazzi vivere un’esperienza del genere? E cosa cambia quando la scuola diventa anche un luogo dove si può creare qualcosa di vero, invece di limitarsi a studiare?
Presentare il videoclip nello spazio della Regione del Veneto durante la Mostra del Cinema è stata davvero un’occasione speciale del nostro percorso. Video girato da James D. Dawson e prodotto dall’etichetta Rock And Love.
Opportunità così permettono ai ragazzi di vedere fin dove può arrivare un lavoro costruito insieme nel tempo, attraverso prove, impegno e responsabilità.
Ecco, sull’espressione “limitarsi a studiare” penso che lo studio sia già un’esperienza concreta e importante che può altrettanto alimentare la creatività.
Girare il videoclip presso l’Istituto Don Bosco di Verona rende ben visibile come la scuola possa essere un luogo nel quale le idee prendono forma.
Hai un percorso musicale davvero particolare, ma oggi una parte importante del tuo lavoro passa proprio dai ragazzi. Cosa ti danno loro, musicalmente e umanamente? E c’è un progetto che sogni ancora di realizzare insieme alle nuove generazioni?
Sono contento di condividere diverse ore della mia giornata con gli studenti, con i quali parlo molto e mi permettono di essere sempre aggiornato sulle tendenze e gli artisti del momento.
Musicalmente mi portano ascolti, sensibilità e modi di interpretare che mi stimolano; umanamente mi ricordano quanto conti sentirsi coinvolti e presi sul serio. Io metto a disposizione la mia esperienza, ma questo incontro fa crescere anche me.
Il prossimo traguardo è “POP ART”, il primo album de I Fuori Classe: dieci inediti con cui dare una forma più ampia al percorso. Ci tengo molto a far scoprire loro quanto impegno richieda dare forma al proprio talento.
Il sogno, condiviso con Rock And Love e Saifam Group, è far crescere questa esperienza e condividerne le canzoni con gli studenti e le famiglie di tutta Italia
