Dopo quasi un anno e mezzo, Sherol Dos Santos è tornata ad esibirsi dal vivo, il 3 agosto, sul prestigioso palco di Villa Ada – Roma Incontra il Mondo.
Il Festival è diventato l’occasione per presentare al pubblico, in anteprima, Spazi densissimi e Spine e fragole, i due nuovi singoli della cantante che ad X Factor 2018 aveva incantato Manuel Agnelli.
Abbiamo raggiunto Sherol alla vigilia di questo importante ritorno sul palco e ci ha raccontato le sue emozione e i progetti futuri.
Sherol, benvenuta su Inside Music!
Finalmente torni a cantare live sul palco del Festival “Villa Ada – Roma Incontra il mondo”, come ti senti?
Posso urlare?? Sono super carica e super emozionata! Da una parte non vedo l’ora, dall’altra parte, dopo due anni e mezzo che non salgo su un palco, sono molto, molto, in ansia, come mio solito, del resto.
Neanche X Factor mi ha tolto questa ansia da palcoscenico; infatti mi chiamavano “Totansia”… pensa un po’!
È l’occasione per presentare anche i tuoi nuovi brani, Spazi densissimi e Spine e fragole che sono frutto del lockdown. Come hai vissuto quel periodo?
Sono due canzoni firmate dal mio producer Marco del Bene, che le aveva scritte per se stesso; me le ha fatte sentire durante il download e sono rimasta talmente tanto colpita che abbiamo deciso di adattarle al mio stile.
Musicalmente parlando ho cercato di dire qualcosa di mio attraverso le canzoni che, spero, usciranno in seguito. Faccio sempre tutto in ritardo… sto imparando a suonare uno strumento, quindi è un periodo molto tosto che, a suo modo, mi ha dato nuovi stimoli.
Quindi i due brani anticipano l’uscita di un disco?
Esatto, ci sarà un secondo album, ma questa volta ho intenzione di prendermela con molta calma, perché ci dovrò lavorare da sola per la prima volta e quindi non voglio dare delle date, però sicuramente ci sarà!
I nuovi brani raccontano, già dal titolo, situazioni di incomunicabilità e l’amore che vince sulle difficoltà della vita. Racconti qualcosa che hai vissuto?
Il tema di entrambi i brani è la distanza emotiva che separa due persone fortemente in crisi di coppia. Io stavo vivendo un periodo analogo nella mia vita e quindi mi sono fortemente immedesimata in queste canzoni, pur non avendole scritte, perciò ho deciso di portarle nel mio repertorio e farle a modo mio, per raccontare la mia emozione a riguardo.
Come mai hai scelto la forma di rock ballad?
Abbiamo cercato, in tutto questo tempo, di sperimentare nuovi generi e suoni.
In realtà, sia Spazi densissimi che Spine e fragole, non si distaccano affatto dal rock ballad, ma abbiamo cercato di dar loro un suono più semplice, cercando di togliere i suoni più elettronici e di farla più “pulita” possibile.
Credo che durante il lockdown si sia tornati in tutte le cose alla semplicità, anche nello stare a casa a fare le torte o le pizze: si è trovata una nuova dimensione di genuinità.
Penso che riiniziare proprio da Villa Ada sia particolarmente importante, anche perché rappresenta un momento di integrazione culturale molto forte; la musica può salvarci dall’individualismo?
Assolutamente sì, perché la musica è un linguaggio universale che non ha bisogno di spiegazioni: per esempio a me può arrivare una fortissima emozione da una canzone straniera, pur non capendo nulla del testo, o viceversa, posso riuscire a cantare quello che a parole non riesco ad esprimere.
Ricordo che durante il lockdown, l’unico appuntamento che scandiva le mie giornate era quello delle 18, quando uscivo sul balcone a cantare ed era bellissimo sentire la presenza degli altri che mi ascoltavano dai loro balconi.

Per ogni cosa c’è un posto
ma quello della meraviglia
è solo un po’ più nascosto
(Niccolò Fabi)