Home Interviste SALUBER JAZZ FESTIVAL, il primo festival musicale italiano all’interno di un’azienda: intervista a ERNESTTICO

SALUBER JAZZ FESTIVAL, il primo festival musicale italiano all’interno di un’azienda: intervista a ERNESTTICO

by Marianna Grechi
LOCANDINA Saluber Jazz Festival

Dopo il successo delle precedenti edizioni, il 27, 28, 29 giugno a Calcinato (Brescia) torna il SALUBER JAZZ FESTIVAL, il primo festival musicale italiano che ha sede all’interno di un’azienda, creato da Saluber per il benessere dei dipendenti e per regalare al territorio un momento di condivisione durante il quale immergersi nella bellezza dell’arte.

Il festival vede la partecipazione di musicisti di fama internazionale e avrà luogo nel suggestivo scenario del piazzale della sede operativa dell’azienda in via C. Cavour 141 a Calcinato (BS), offrendo musica d’eccellenza e regalando emozioni indimenticabili al pubblico e alla comunità locale. La direzione artistica del festival è affidata all’artista cubano Ernesto Rodriguez, più noto come Ernesttico.

Ed è proprio con Ernesttico che abbiamo avuto la possibilità di chiacchierare sugli obbiettivi del festival e il senso di cultura che l’iniziativa vuole promuovere.

Ciao Ernesttico come stai? Avere questo ruolo di direttore artistico come ti ha fatto sentire?

Diciamo che è un ruolo che conosco bene. Ho dovuto applicare delle modifiche per potermi sentire libero creativamente parlando.

Quale obiettivo ti sei posto per la direzione del Saluber Jazz Festival?

Come ho sempre detto, anche per l’edizione precedente, il mio unico obbiettivo è che la musica sia al centro. Essendo anche io musicista, ci tenevo che l’attenzione e la cura fosse rivolta il più possibile agli artisti, perchè so che è quando ti senti attenzionato che dai il meglio di te. Sul piano tecnico ho voluto che ci fosse il massimo della qualità perchè il pubblico avesse un’ esperienza meravigliosa da orecchie, occhi e soprattutto dall’anima.

Il Jazz non è decisamente il genere più mainstream del momento, qual è l’intento? Farlo conoscere ai più o creare un evento esclusivo?

Ci sono sicuramente artisti che sono più impegnativi all’ascolto, ma le cose sono cambiate non parlrerei più di genere di “nicchia”. In questo Festival il ventaglio musicale è molto ampio e l’ho voluto io.

Gli artisti come li hai scelti?

Diciamo che mi sono seduto a tavolino e ho scelto di internazionalizzare e spettacolarizzare la richiesta di  Ciro D’Amicis, CEO della Saluber Disinfestazioni. Così ho preso artisti che dessero lustro all’evento 27 Giugno JANY MCPHERSON, il 28 Giugno PAA KOW AFRO-FUSION ORCHESTRA che vengono dal Ghana e il 29 Giugno i DIROTTA SU CUBA.

Il Festival nasce anche per dare voce al tema del benessere dei dipendenti, come si collega al Saluber Jazz Festival?

Direi che si collega al concetto di cultura come benessere e come dono. I concerti sono gratuiti, già questo è un dono al pubblico. La mostra fotografica di Rizzini che accompagna il Festival è un’altra forma di arte che ho voluto coniugare ed è stato del tutto spontaneo. Così che si possa godere anche di questi scatti a tema musicale oltre la musica stessa.

Il Saluber Jazz Festival nasce dalla volontà di una piccola realtà come Saluber, leader nel settore della disinfestazione e del pest control, di organizzare con le sue sole forze, senza il supporto di sponsor esterni, un festival di alto valore artistico e culturale, con l’obiettivo è arricchire il pubblico e il territorio, creando un’esperienza unica e di qualità.

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