La profonda leggerezza di Musica Nuda

Lo storico duo formato da Petra Magoni e Ferruccio Spinetti è tornato da poco con il suo decimo album, Leggera, un elogio all’essenzialità della musica.

Un abito elegante indossato da una musica di spessore con i colori della canzone italiana d’autore degli anni Sessanta. Questo è l’aspetto di Leggera, l’ultimo disco di Musica Nuda, uscito lo scorso 27 gennaio per la Warner.

“Leggerezza non è superficialità ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore”, diceva Calvino. È esattamente questo il senso dell’ultimo lavoro di Petra Magoni e Ferruccio Spinetti che in questo decimo album, dopo quattordici anni di sodalizio artistico, attuano alla perfezione il significato profondo del loro nome: l’arte dell’essenzialità, dello spogliare la musica dagli orpelli, la musica nuda appunto, trova la sua massima esaltazione e la sua più coerente riuscita in un nome come Leggera. Dodici brani, quasi tutti inediti e per la prima volta tutti in italiano, numerose collaborazioni da Peppe Servillo a Fausto Masolella, da Frankie Hi – NRG Mc a Luigi Salerno solo per citarne alcuni. E poi un attraente sound sud americano che pervade tutto il disco insieme alle atmosfere italiane degli anni Sessanta. La voce avvolgente di Petra tra le corde magistralmente suonate da Ferruccio creano la tipica magia di questo storico duo, rapiscono l’ascoltatore in un viaggio incantato e lo portano fino a quei campi sterminati dell’essenza più pura della musica.

Il titolo del vostro nuovo album Leggera, uscito lo scorso 27 gennaio per la Warner, rimanda ad un senso di grazia e leggerezza ma nell’accezione calviniana del termine. Questa è un po’ la filosofia del duo, oltre che del disco? Come si raggiunge la leggerezza nella musica e nella vita?

P Alla fine del lavoro abbiamo capito che ci sembrava perfetto intitolare questo disco come uno dei brani, Leggera, appunto anche per giocare con il concetto di musica nuda/leggera che sta assumendo sempre di più un’accezione negativa, come a dire musica di bassa qualità. Secondo noi, invece, nella grande tradizione del passato ma anche del presente si vede che leggerezza non è superficialità, come dice Calvino. Si può fare musica leggera con consapevolezza e consistenza ed è anche difficile in tre minuti dire qualcosa di profondo.

F In merito alla tua domanda “come si fa a vivere con leggerezza?” direi che se il semaforo è rosso non serve arrabbiarsi tanto dopo qualche minuto diventerà verde, oppure se ho perso il treno delle 10.48 quale è il problema tanto c’è quello delle 11.21. Invece oggi viviamo tutti stressati e questa tensione spesso esce fuori anche nella musica.

Nella copertina dell’album indossate meravigliose armature originali del ‘500. Come è nata questa idea?

P Mettere in copertina una farfalla come simbolo di leggerezza sarebbe stato scontato, invece l’armatura che protegge ci sembrava pregnante perché la leggerezza deve essere tutelata.

F L’idea della grafica in copertina è nata casualmente. Petra era su un aereo e il suo vicino di posto era un fotografo che aveva una galleria dove esponeva e vendeva queste armature che sono originali del ‘500/’600. Ci ha invitato a fare un servizio fotografico ancora prima di decidere di fare il disco e di intitolarlo Leggera quindi tutto è tornato magicamente al posto giusto. Come spesso è accaduto nella storia di Musica Nuda non è stata una cosa programmata.

Voi collaborate da ben 14 anni, una sorta di convivenza artistica! Ci parlate un po’ di questo rapporto e del segreto per rimanere in linea per tutto questo tempo?

P Siamo molto diversi e soprattutto siamo una “coppia aperta” e tutti e due ci prendiamo degli spazi per fare altre collaborazioni artistiche che poi riportano freschezza nel duo. Abbiamo una grandissima libertà in Musica Nuda, possiamo permetterci di suonare tutto quello che ci piace mantenendo la nostra identità, il nostro suono, possiamo accostare un brano di Monteverdi a uno dei Beatles per esempio e questo non è possibile in tutte le formazioni.

Il disco è cantato per la prima volta tutto in italiano. Da cosa deriva questa scelta?

F Anche questa non è stata una scelta, ce ne siamo accorti quando abbiamo tirato la linea finale e la tracklist era tutta in italiano. Poi in effetti abbiamo accolto con orgoglio questo passaggio perché comunque siamo italiani, interpretiamo canzoni in italiano, siano esse cover o pezzi inediti, quindi ci piaceva la particolarità che dopo 14 anni il nostro decimo disco fosse interamente nella nostra lingua.

In questi giorni siete in tour e avete tappe anche negli Stati Uniti e in Sud America, quale è l’accoglienza della vostra musica all’estero?

P Ci siamo accorti che nonostante le differenze che ci sono nel mondo alla fine siamo tutti molto simili e quindi l’accoglienza nei nostri confronti è standard, non c’è una differenza, non c’è bisogno di fare un repertorio apposta nella lingua del paese in cui ci troviamo.

F Allo stesso modo non ci sentiamo in obbligo di cantare tutti i pezzi in inglese se siamo all’estero per la paranoia di essere accolti meglio come cover band. Come diceva Petra se suoni in Equador come a Denver il pubblico vuole allo stesso modo sentire pezzi in italiano.

Negli ultimi giorni avete pubblicato il video di Condizione imprescindibile che ripercorre tappe, passioni e interessi degli ultimi 14 anni di sodalizio. Ci parlate di questo video?

F Era un po’ che ci pensavamo, poi è stato anche uno spunto del nostro ufficio stampa Guido Gaito che ci ha fatto conoscere una regista molto brava Francesca Mazzoleni che ha avuto la capacitá di mettere insieme quantità infinite di immagini che le abbiamo fornito. Ci piaceva proprio che si capisse il fatto che era materiale amatoriale, anche impreciso, sgranato. E poi la condizione imprescindibile, che è anche il titolo della canzone, siamo proprio io e Petra, i nostri interessi, quindi nel video ci sono i riferimenti al basket, la mia passione, o all’ippica, quella di Petra.

Numerose le collaborazioni nella scrittura di testi e musica, Peppe Servillo firma il brano “Come si canta una domanda”, Fausto Masolella e Alessio Bonomo scrivono musica e testo di “Tu sei tutto per me”, e ancora Frankie Hi NRG Mc, Luigi Salerno e molti altri. Cosa significa per voi collaborare con altri artisti?

P È una cosa che ci piace molto, nei vari concerti, a seconda di dove andiamo, cerchiamo sempre di condividere il palco con gli amici musicisti, è sempre uno stimolo nuovo anche per noi avere un punto di vista diverso sui pezzi, uno scambio. Anche la collaborazione con altri autori parte sempre da un incontro umano, personale quindi fra questi artisti ci sono tanti che fanno parte della grande famiglia Avion Travel, di questo gruppo casertano/napoletano di cui ormai faccio parte anche io.

F Ci sono come dicevi Peppe Servillo, Fausto Masolella, Alessio Bonomo ma anche Luigi Salerno, un bravissimo cantautore che aprirà tutti i nostri concerti di questo tour primaverile. Poi Susanna Parigi, Tony Canto, autore e chitarrista fantastico, insomma una bella condivisione con amici e colleghi che arricchisce sicuramente il lavoro.

Dimane è l’unico brano scritto interamente da te Ferruccio e dove ti ascoltiamo anche in veste di cantante. Come è andata?

F Il pezzo è nato tutto in napoletano e ovviamente per facilitare anche Petra nell’interpretazione lo abbiamo adattato in italiano lasciando in dialetto solo il ritornello. In questo brano il mio punto di ispirazione fondamentale è sicuramente Pino Daniele con cui sono cresciuto negli anni ’70/’80. Quindi spesso quando scrivo mi capita di fare i provini in napoletano “inventato” e a volte quelle parole del provino restano nella versione finale come è successo con Dimane.

Ti ruberò omaggio a Bruno Lauzi e alla canzone d’autore italiana degli anni ’60 che pervade un po’ tutta l’atmosfera sonora del disco, quale è il vostro background musicale, a quale genere vi ispirate?

P Lauzi credo sia uno dei cantautori che si è meno schierato in un determinato periodo e forse questo poi lo ha portato a non essere riconosciuto per il valore musicale che ha. Per noi la grandezza di Lauzi sta nel fatto che si sia anche saputo prendere in giro, ha scritto canzoni per bambini, pezzi ironici, altri seri come Ti ruberò appunto che si sposava alla perfezione con il concetto dell’album.

F Come fonti di ispirazione oltre a Pino Daniele che ti ho citato, sicuramente ci sono anche De Gregori o Paolo Conte, ma anche gli attuali come Nicolò Fabi, Samuele Bersani, Pacifico che se fossero nati qualche anno fa avrebbero avuto ancora più successo vista la crisi della musica di oggi.

C’è molto Sud America in questo album, il brano “Luce” è ricco di rimandi alla musica brasiliana e anche “Condizione imprescindibile” sembra un meraviglioso tango. Sbaglio?

F Esatto. Io sono appassionato del Brasile, ho addirittura un gruppo che si chiama Inventario, formato da me Giovanni Ceccarelli, Francesco Petreni e Dadi Carvalho che è un musicista brasiliano con cui ho fatto due dischi, l’ultimo dedicato alla musica di Ivan Lins, un settantenne famosissimo in Brasile con il quale abbiamo rischiato di vincere i Latin Grammy Awards qualche anno fa nella categoria “musica popolare brasiliana”, la particolarità era che avevamo preso i suoi brani e li avevamo riadattati in italiano.

Musica nuda, con Leggera si sposa alla perfezione. Voi denudate davvero la musica che è un po’ la vostra logica, cosa cercate l’essenza priva di orpelli che forse è il vero senso della musica? 

P Il nome Musica Nuda è stata una folgorazione. Una notte mi svegliai, era il 2003 io e Ferruccio ci conoscevamo da poco, e mi venne in mente questo nome per il nostro primo disco. All’inizio a lui non piaceva poi è diventato il nome del gruppo da quando abbiamo iniziato a suonare all’estero perché era difficile ricordare i nostri nomi. Abbiamo sempre tenuto a mantenere le nostre identità singole e non essere solo un gruppo. Il nome deriva dal fatto che all’inizio facevamo cover però spogliandole da tutto quello che non ci apparteneva e musica nuda sintetizzava questo concetto.

F Poi con gli anni abbiamo messo a fuoco ancora meglio questa idea, sia nel modo di arrangiare e di cantare i brani sia nella tensione all’essenzialità. Anche Gaetano Veloso in un’intervista di qualche tempo fa ha detto “ho scoperto l’arte dell’essenzialità a 70 anni”, quindi cerchiamo di seguire da subito questa indicazione; per fare un altro eminente esempio anche Enrico Rava dice “suona le note essenziali”, quindi questa è la nostra ispirazione che portiamo avanti anche quando siamo fuori Musica Nuda.

Sabrina Pellegrini

TRACKLIST

01 Come si canta una domanda (Servillo-Spinetti). Chitarra, F. Spinetti

02 Condizione imprescindibile (Kaballa-Canto)

03 Dimane (Spinetti)

04 Leggera (Kaballa – Canto). Chitarra, Tony Canto

05 Lunedì (Spinetti – Di Gesu)

06 Feltrinelli (Cusumano). Ospite F. Mesolella al Dobro

07 Canzone senza pretese (Luttazzi-Zeppieri). Ospite Frida Bollani Magoni

08 Ti darò (Salerno). Ospite Luigi Salerno

09 Zitto zitto (Kaballa-Parigi)

10 Luce (Salerno-Spinetti). Chitarra F. Spinetti

11 Tu sei tutto per me (Mesolella-Bonomo). Ospite F. Mesolella alla chitarra

12 Ti ruberò (Lauzi)

 

“LEGGERA” TOUR

03/03  Botticino (Bs) – Teatro Centrolucia

04/03  Mira (Ve) – Teatro Villa dei Leoni

05/03  Torino – Cap10100

09/04  Fontaine (Francia) – La Source Fontaine

10/03  Rimini – Teatro degli Atti

11/03  Milano – Blue Note (Doppio spettacolo ore 21,00 e 23,30)

16/03  Napoli – Teatro Politeama

21/03  Cusset (Francia) – Theatre de Cusset

29/03 Parma – WopaTemporary