Dopo il successo del Club Tour dello scorso marzo, gli Afterhours danno il via all’#Afterhours30 Tour per celebrare i loro 30 anni di carriera.

Un’avventura iniziata nel 1987 con il 45 giri My Bit Boy. Bisogna festeggiare e si parte dall’Ippodromo delle Capanelle durante il Postepay Sound Rock In Roma.

Tre decenni sono tanti, e vanno onorati al meglio, quindi chiamano all’appello Giorgio Prette, loro storico batterista, uscito dal gruppo qualche anno fa. Con uno sguardo al passato e uno al futuro, la band milanese ha suonato senza sosta i suoi successi, vecchi e nuovi, scaricando tutta la loro energia sul pubblico capitolino.

Ma bisogna aspettare un po’ prima che questa intensa scarica di adrenalina avvolga tutta la folla accorsa a godersi lo spettacolo e, stasera, ad alleviare l’attesa e intrattenere il pubblico tocca prima ai Blanche, due musicisti italiani formatisi nella scena underground della capitale francese, e poi ai Veramadre, band pontina tra i vincitori del Postepay CrowdSound.

Ci siamo, scatta l’ora X e all’ingresso sul palco di Manuel Agnelli & Co. La folla esplode letteralmente e loro la incitano sulle note di Strategie, seguita subito dopo da Male di miele e Rapace.

E’ la prima data zero che fanno a Roma e colgono l’occasione per eseguire pezzi che hanno un po’ di anni, quindi in un continuo alternarsi di chitarra elettrica e acustica, passando anche per il piano, oscilliamo tra il passato e il presente, continuamente rapiti dalla loro incredibile forza e presenza scenica.

E’ un continuo susseguirsi di attimi di puro godimento musicale, fin quando escono brevemente di scena, giusto il tempo di cambiare il visual di sfondo dove troneggiano a caratteri cubitali le lettere AHS, e quasi ti chiedi se non sei all’interno di una puntata di American Horror Story, ma le note iniziali di Ballata per la mia piccola iena, portano via ogni dubbio, catapultandoci di nuovo sotto al palco, anche se l’incantesimo dura poco ed escono tutti di scena.

Ma no, non ci crediamo che sia finita, quindi ci armiamo di pazienza e aspettiamo che tornino. E lo fanno in grande stile. C’ha il fisico Manuel Agnelli e, sfoggiando tutta la sua anima rock, si toglie la maglia e a torso nudo si esibisce in una performance degna dei migliori rocker rivoluzionari.

Alleggerisce un po’ i toni e parte con l’intonare Bianca, si incorre in un qualche inconveniente tecnico, ma d’altronde si sa, essendo la data zero ci aspettiamo di tutto.

L’inconveniente viene altamente risolto e loro escono nuovamente di scena, ma noi ancora non ci arrendiamo e richiamandoli a gran voce, ritornano di nuovo sotto i riflettori.

Ecco il momento che tutti aspettavamo: basta solo il riff iniziale di chitarra a fare esplodere un boato che si sente fino in centro, ci siamo, tutti insieme, noi e loro, all’unisono cantiamo a squarciagola Non è per sempre, seguita subito dopo da Quello che non c’è.

Dopo quasi tre ore di concerto (una per ogni decennio) siamo tutti consapevoli che di lì a poco ci dobbiamo salutare, ma nessuno si aspettava di certo un finale col botto come lo è stato questo, con un’incredibile e indescrivibile a parole Bye Bye Bombay.

Non è facile racchiudere 30 anni di carriera in 30 canzoni ma, dato il bagno di folla che hanno ricevuto e l’energia con la quale hanno travolto l’Ippodromo, direi che l’esperimento è decisamente riuscito.

Quindi non mi resta altro che consigliarvi caldamente di scoprire quale data del tour è più vicina a voi, comprare il biglietto, prendere un paio di amici e andarli a sentire, perché se questa è stata solo la data zero, non oso immaginare come saranno le altre.

Camilla Sabatini | foto di Andrea Cavallini

Di seguito la scaletta:
  • Strategie
  • Male di miele
  • Rapace
  • Il sangue di Giuda
  • Il paese è reale
  • Riprendere Berlino
  • Padania
  • Germi
  • Grande
  • Non voglio ritrovare il tuo nome
  • Oggi
  • Né pani né pesci
  • L’odore della giacca di mio padre
  • Il mio popolo si fa
  • Costruire per distruggere
  • Tutto domani
  • Ballata per la mia piccola iena
  • La sottile linea bianca
  • Voglio una pelle splendida

Encore:

  • Ossigeno
  • E’ la fine la più importante
  • La verità che ricordavo
  • 9.9.6.
  • Bianca
  • Bungee Jumping

Encore 2:

  • Non è per sempre
  • Quello che non c’è
  • Posso avere il tuo deserto
  • Bye Bye Bombay