I The Offspring arrivano per la prima volta sul palco del Postepay Rock In Roma con la loro prorompente carica e fanno saltare tutti i presenti con le loro storiche hit, che in particolar modo negli anni 90 hanno reso la band californiana tra le più famose a livello internazionale, registrando il traguardo dei 36 milioni di dischi venduti! La serata è a dir poco adrenalinica e il pubblico accorso all’Ippodromo delle Capannelle non si lascia assolutamente intimidire dal grande caldo che in questi giorni sta investendo la capitale.

Dopo l’apertura di concerto lasciata ai Millencolin prima e ai navigati Pennywise dopo, alle ore 22:55 arriva il tanto atteso momento dei The Offspring che nonostante sui primi tre pezzi “You’re gonna go far, Kid”, “All I want”, “Half-Truism” incontrano qualche palese problemino tecnico dovuto alla fonia, un classico del Postepay Rock In Roma purtroppo, riescono poi a entrare a pieno regime sulle note di “Seven Nation Army” (The White Stripes cover) prima e successivamente e definitivamente con “Original Punkster” che scalda gli animi di tutti i presenti e ora si che il concerto inizia a prendere il giusto corso.

Per la prima volta dal 1985 la band si presenta in tour senza lo storico chitarrista, Kevin Wasserman in arte Noodles, ma i brani sono talmente sentinti dal pubblico che si riesce in qualche modo a colmare la sua assenza, (per quanto mi riguarda non solo scenica ma in particolar modo artistica e su alcuni brani si è accusata proprio), sostenendo vocalmente il neo laureato e quindi Dottore Dexter Holland, che nonostante i suoi 51 anni e qualche evidente kg di troppo si conferma mattatore indiscusso della serata, Dexter è il punk rock in persona e come ha dichiarato in una recente intervista anche noi pensiamo che questo genere abbia ancora davvero tanto, ma tanto da dire.

“C’è un messaggio nel punk rock che non senti in nessun altro genere, un messaggio che coinvolge i ragazzi e tutte le persone alle quali storicamente non si dà purtroppo ascolto. Contiene dentro di sé il potere della ribellione, del pensare con la propria testa e del mettere in dubbio le cose, come per esempio il tuo governo. Ecco perché il punk rock sopravviverà. Non ti capita mai di vedere in giro dei ragazzini con la maglietta dei Black Flag? Ragazzini di 15 anni con addosso una t shirt di una band che avrà iniziato, quando, 40 anni fa? È come se qualcuno all’epoca dei Sex Pistols, gli anni Settanta, fosse andato in giro con addosso una maglietta di qualcuno degli anni Trenta. Tipo la Glenn Miller Band. Cose al limite dell’assurdo mai successe e che dimostrano che il punk è qualcosa di diverso. Il punk sopravvive.”

Parola di Dexter Holland.

E allora i The Offpsring dopo un intro con i fiocchi sciorinano una scaletta con tutte le loro hit più famose:

  • Staring at the Sun
  • Want You Bad
  • Bad Habit
  • Gone Away
  • Hit That
  • Why Don’t You Get a Job?
  • (Can’t Get My) Head Around You
  • Pretty Fly (For a White Guy)
  • The Kids Aren’t Alright

il concerto scorre via in scioltezza e il pogo la fa da padrone, noi stessi ne restiamo coinvolti e ne restiamo coinvolti nel modo giusto, divertendoci un casino! Dexter ringrazia l’Italia dando uno speranzoso arrivederci ma ancora non è finita, c’è ancora spazio per i bis e allora ecco che parte il riff di “Americana” la title track probabilmente di uno dei dischi punk più ascoltati e conosciuti della band a livello mondiale, al pari di “Smash” , “Ixnay on the Hombre” e “Conspiracy of One”.

Si perchè inutile nascondercelo i The Offspring oltre ad essere il gruppo punk rock per eccellenza, hanno dominato le scene di Mtv per tanti e tanti anni, e aggiungo anche grazie ad American Pie  (“Want You Bad” colonna sonora del film) sono entrati nelle playlist di tante e tante feste liceali o universatarie, signori i The Offspring che vi piaccia o no, hanno “trasformato in musica e parole” l’adolescenza di tanti e tanti di noi, se non praticamente tutti.

Il Postepay Rock in Roma dunque chiude la stagione 2017 nel migliore dei modi, anche questa volta ci ha regalato concerti straordinari mettendo a disposizione degli spettatori una grande organizzazione. Non ci resta che darvi l’arrivederci alla prossima edizione aspettando con impazienza di scoprire quali saranno i grandi nomi della line up 2018.

Luca Ferri

Foto di Giusy Chiumenti