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“Cosa sono io” è il disco d’esordio di Cristiano Cosa – RECENSIONE

by Alessia Andreon
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Il giovane cantautore e polistrumentista tarantino Cristiano Cosa presenta al pubblico il suo primo disco “Cosa sono io”.

L’album è anticipato dai singoli “Come Mi Viene”, “La Vita Cos’è”, “Girandola” e dall’ultimo uscito, “La Voglia”, accompagnato dalla live session video del brano, con la partecipazione di Roberto Angelini.

“Cosa sono io” è disponibile, da oggi, nei formati Vinili, CD e digitale
  • 11.09 ROMA, Vespri Sonori, con Roberto Angelini
  • 12.09 TARANTO, Spazioporto
  • 13.09 LECCE, Piano City (Circolo Cittadino Via Francesco Rubichi 35)
  • 20.09 TORINO, Libreria Luxemburg
  • 21.09 MILANO, Live Moment House
  • 25.09 NEW YORK, Fifth Floor Loft
  • 27.09 NEW YORK, Old St. Patrick

Multilink: https://orcd.co/ngnwomq  
Order: https://bit.ly/45uTpEr 

Recensione a cura di Alessia Andreon

Il concept di “Cosa sono io” trae ispirazione dalla frase “l’esserci è il tempo”, del filosofo tedesco Martin Heidegger, considerato uno dei maggiori esponenti dell’esistenzialismo, e successivamente dell’ontologismo fenomenologico.

Un pensiero sviluppato incentrato sulla questione dell’Essere, non come un fondamento stabile, ma come un evento storico e oscuro che si manifesta e si nasconde contemporaneamente, in particolare attraverso il linguaggio e la poesia.

Cristiano Cosa traduce questo concetto cedendo alla vita che accade e affidandosi al tempo, con la consapevolezza del passato, l’accettazione del presente e la voglia di guardare avanti, cercando di mantenere un’identità coerente in questo percorso.

Il disco racconta quell’ atto di coraggio che porta alla ricerca di sé più radicale e pura (simboleggiata anche dal bianco che domina la copertina del disco), in cui si salva l’essenziale e ci si rinnova per poter essere migliori, esortando anche l’ascoltatore ad interrogarsi.

Una delle frasi che colpisce immediatamente è: “Assassinare il vecchio me stesso è una forma di progresso”; contenuta in “Per Non Morire”, manifesto di ciò che è questo album, in cui Cristiano Cosa si misura su vari territori musicali, tra canzone d’autore, brit pop, ballad, funk e rock, con naturalezza.

Le emozioni cantate arrivano nitide al cuore dell’ascoltatore, amplificate dalle note del pianoforte, che sostiene e, talvolta, rafforza le parole.

“Cosa sono io” è quindi, un album consapevole e riflessivo, che si ascolta tutto d’un fiato e si ricorda senza ripetizioni, perché tocca le corde più profonde dell’Essere.

“COSA SONO IO” TRACK BY TRACK

L’ album si apre con “Vivere di Me” che esprime l’esigenza di prendersi del tempo per riflettere e guardare le cose alla giusta distanza per riconoscersi o per comprendere: “mi fermo un po’ e ascolto questo mare, mi serve allontanarmi un po’ perché voglio tornare a vivere di te e a vivere per me”.

“La voglia” spalanca la porta a molteplici possibilità che, nell’arco di una vita, si possono presentare. Non tutte, però, arrivano nel momento giusto ed è ancor più difficile essere in sintonia con sé stessi e con gli altri per poterle cogliere.

Il ritmo trascinante e scanzonato di “Come mi viene” è liberatorio e ribelle: un invito a liberarci dai freni che spesso ci autoimponiamo e vivere senza troppe remore.

Seguono lo struggente preludio al pianoforte “Existo” e la dichiarazione d’intenti dell’album, “Per Non Morire”: la ferma volontà di cambiamento, superare sé stessi attraverso spazio e tempo, per cercare l’amore eterno che rende immortali.

Ma la vita è un soffio di vento che fa girare la “Girandola” nelle mani di un ragazzino e  continua a scorrere, come le pagine di un libro, che viene sfogliato da Cristiano Cosa dalla giovinezza all’età adulta, per trattenere le istantanee di quello che è stato e immaginare quello che sarà.

Si continua con la ballad dal sapore estivo “La Vita Cos’è”, che ci pone davanti all’interrogativo che tutti ci siamo posti almeno una volta: cosa vorremmo essere, se potessimo cambiare vita? Ma infondo la vita “è soltanto un via vai” e l’unica cosa davvero importante è avere ancora la voglia di sognare.

Si cambia nuovamente registro con “Nuda”, che cerca di infondere coraggio a una donna che si osserva allo specchio e vede un corpo che incarna la solitudine. Una carezza, un abbraccio, questa è la dedica di Cristiano Cosa a chi non si “vede” più.

La guerra è il tema che affronta “Cieli di carta”: “quando il mondo decide di fare la guerra, è come se un sogno morisse nelle mie mani”.

“Final Broadcast” riflette forse, cinicamente, sulla caducità della vita. Cosa succederà quando andrà in onda l’ultimo e definitivo broadcast? “Non ci sarà più musica, né la paura che ora mi fa sconvolgere la chimica anche l’amore senso non avrà”.

La gallery della presentazione del disco al Vespri Sonori di Roma è a cura di Andrea Melaranci

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